Bolzano. Al governo ne sono convinti: sul progetto di doppio passaporto è stata posata una pietra tombale. E il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi (foto) ne rivendica il merito. È stata pubblicata la risposta alla interrogazione presentata da alcuni senatori di Fratelli d’Italia sull’ipotesi di doppio passaporto per sudtirolesi e ladini. Il documento è firmato dal sottosegretario Ricardo Antonio Merlo e arriva a qualche mese di distanza da una analoga risposta indirizzata a Michaela Biancofiore (Forza Italia). La nuova presa di posizione del ministero è altrettanto ultimativa sul «no» e aggiornata alla situazione austriaca dopo la caduta del governo Kurz con la Fpö, principale sponsor del doppio passaporto. «Anche in ragione di tale chiara e risoluta opposizione del governo italiano, il progetto non è stato formalizzato in un disegno di legge», scrive il sottosegretario, «La tradizionale e ben consolidata posizione italiana è corroborata, nelle sue fondamenta giuridiche e nella sua solidità istituzionale, dalla circostanza che l'autonomia speciale della Provincia di Bolzano, così come la protezione delle minoranze linguistiche, sono principi fondamentali incardinati nella nostra Costituzione». La Farnesina aveva investito della questione la Commissione europea. Vienna, ribadisce Merlo, «è consapevole che l'Italia non è disposta a sedersi ad alcun tavolo che abbia ad oggetto questa tematica». Entusiasta Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia), che si era mosso a Roma e Vienna: «Possiamo finalmente stare tranquilli. Abbiamo ottenuto il risultato».