BOLZANO. Con oltre 100 candele poste alle finestre, «Dormizil», il dormitorio dell’associazione «housing first bozen», ha richiamato l'attenzione nella serata di Santo Stefano, lunedì 26 dicembre, «sulla situazione esistenziale dei senzatetto e delle persone senza fissa dimora».

«Essere senza casa è difficile da affrontare», spiegano i membri dell'associazione che, dal 17 ottobre, per il secondo inverno, offre a 25 persone senza fissa dimora (tre donne e 22 uomini) un letto caldo per l'inverno al sostegno di oltre 100 volontari, di un gran numero di donatori e della Fondazione privata della famiglia Haselsteiner che ha messo a disposizione gratuitamente per 30 anni l'edificio di tre piani, in via Renon a Bolzano.

L'associazione ricorda Mostafa Abdelaziz Aboulela, morto per assideramento, nella notte tra l'8 e il 9 dicembre a Bolzano Sud, che il prossimo 10 gennaio avrebbe compiuto 20 anni. E ricorda anche Giovanni Johann Valentin, detto "Hansele", morto sempre nel capoluogo altoatesino a causa del fuoco con cui cercava di scaldarsi.

«I senzatetto in inverno sono ancora più indifesi - sottolineano i promotori di 'dormizil' - non hanno accesso ad acqua, non possono lavarsi o cambiarsi. Molto spesso si aggiungono minacce. Oltre a ragioni personali, ci sono anche ragioni sociali per cui le persone diventano dei senzatetto. Questo fa sì che la spirale verso il basso diventi sempre più veloce e si finisce in un baratro».