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BOLZANO. Le acque reflue parlano e segnalano un aumento del consumo di Mdma (conosciuta come ecstasy), cocaina e anfetamina a cui fa da contraltare una leggera diminuzione del consumo di cannabis. «La marijuana - spiega Bettina Meraner, primaria del Servizio dipendenze dell'Asl - resta però la sostanza stupefacente più utilizzata dai giovani. È vero che non sono molte le persone che sviluppano problemi per la cannabis, ma se insorgono possono accompagnarti per tutta la vita. Nella migliore delle ipotesi, per i giovani che la consumano, può facilitare un atteggiamento svogliato, anche cronico, che porta in alcuni casi all'interruzione degli studi».
Lo studio che rileva il preoccupante aumento di droga a Bolzano - oltre che nelle maggiori città europee - è stato realizzato dal gruppo europeo "Score". Gli esperti hanno analizzato i campioni giornalieri di acque reflue nei bacini di raccolta dei depuratori altoatesini per un periodo di una settimana, tra marzo e maggio 2024. In tutto il mondo sono stati analizzati campioni provenienti da circa 68,8 milioni di persone alla ricerca di tracce di sei sostanze stimolanti: anfetamine, cocaina, metanfetamina, Mdma/ecstasy, ketamina e cannabis. La notizia è che a Bolzano sono state trovate tutte, seppur in quantità molto diversa.
Il principale aumento nel capoluogo riguarda l'Mdma. «È una sostanza - prosegue Meraner - che non crea dipendenza, ma può generare conseguenze gravi nell'immediato, come il collasso o problemi cardiaci. Questo si verifica soprattutto se non si bevono abbastanza liquidi. L'ecstasy solitamente viene mischiato con altre sostanze. Chi ne consuma lo fa per avvertire musica o suoni in maniera più accentuata. Aumenta la sensazione di coinvolgimento, per questo spesso viene utilizzata durante le feste». L'analisi delle acque reflue, secondo Meraner, «è affidabile ma ci racconta solo quanta droga viene consumata e non da chi».
L'attività del Serd
Dalla nascita del Serd (Servizio Territoriale per le Dipendenze), riconducibile agli inizi degli anni '90, le richieste e le competenze degli esperti sono cambiate diametralmente. «All'origine del nostro servizio - ripercorre la primaria - venivano trattati quasi esclusivamente gli eroinomani e chi soffriva di Aids. Siamo nati per questi motivi, oltre che per consulenze contro l'Hiv. Oggi il trend si è invertito. Per cinque prime visite che riceviamo, quattro di queste sono legate alla cocaina. Il resto per le altre sostanze». Il Serd assiste chi non riesce a sconfiggere la dipendenza in maniera autonoma: sono accessi spontanei, da parte di pazienti che spesso però vengono consigliati o messi sotto pressione da conoscenti o famigliari. «La modalità di somministrazione più diffusa, per quanto riguarda la cocaina, rimane lo sniffo. Dà una sensazione di forza e aumenta l'autostima, ma spesso sfocia nell'aggressività. Subentrano quindi problemi di sonno, di memoria e di concentrazione. E per ottenerla servono grandi somme di denaro: chi la consuma spesso ricorre ad attività illegali come lo spaccio», conclude Bettina Meraner. L'Istituto di medicina forense di Innsbruck ha confermato che l'utilizzo della cocaina tra gli altoatesini è a dir poco elevato, in linea con l'Austria orientale. AL.BO.


