BOLZANO. In realtà, i lavori sono già partiti, perché nei giorni scorsi sono state infilate nel terreno tre sonde di profondità. Dopo gli studi a tavolino, ora si vuole verificare sul campo quali siano le reali potenzialità della geotermia. Per il cantiere vero e proprio, però, occorrerà ancora qualche giorno, ma sarà per questa settimana. Stiamo parlando del nuovo rione Druso Ovest, voluto dal Comune in fondo all’omonimo viale, in corrispondenza della rotonda Merano-Mendola, sul retro del vecchio distributore di carburanti che sarà abbattuto.
La giunta comunale del capoluogo ha appena approvato il progetto esecutivo per le opere di urbanizzazione primaria, ossia: acqua, fognatura, fornitura elettrica, telefonia, fibra ottica, gas e quant’altro, per realizzare le quali la Zima Srl, proprietaria del terreno, spenderà oltre un milione di euro (salvo poi l’eventuale contributo provinciale, per il quale ora il municipio inoltrerà la relativa domanda).
La concessione edilizia per la palazzina del lotto privato, indispensabile per iniziare i lavori, è già stata approvata dalla commissione comunale preposta, però è subordinata alla firma della convenzione per le opere di urbanizzazione da stipulare fra la proprietà dei terreni, che si occuperà di realizzare il progetto degli architetti Rossa, Saccani e Bassetti, e il municipio. Si temeva andasse per le lunghe, come accaduto spesso in situazioni simili, ma stavolta la giunta corre: il testo è stato approvato e spedito agli uffici. All’inizio della settimana la convenzione verrà firmata dalle controparti, subito dopo si ritirerà la concessione edilizia e si avvieranno i lavori. «Questione di pochi giorni, sarà per questa settimana», assicura l’architetto Fabio Rossa.
I privati edificheranno una palazzina, il resto spetterà alle coop. In particolare, Confcoop preannuncia l’inizio dei lavori per due palazzine, da 40 e 25 alloggi l’una, entro la fine dell’inverno, tra febbraio e marzo. Come spiega Andrea Grata (Confcooperative), «si è appena tenuta la prima assemblea programmatica con Kvw ed entro dicembre dovremmo presentare il progetto esecutivo. Si tratterà sia di alloggi per il ceto medio, sia di alloggi in coop classici. Anche noi ci serviremo della geotermia: calore dal terreno per scaldare d’inverno, fresco dal terreno per rinfrescare l’estate. I pannelli fotovoltaici sul tetto serviranno proprio a questo: muovere le pompe della geotermia. Molta attenzione si sta ponendo all’auto elettrica: i box auto saranno realizzati secondo le necessarie specifiche». In tutto, si insedieranno 65 famiglie. «Assieme Federabitazione e all’assessore comunale all’urbanistica Chiara Pasquali stiamo studiando il fabbisogno edilizio rispetto alle funzioni sociali. Imposteremo la progettazione su questo ragionamento: gli alloggi rinunceranno a uno o magari a due metri quadri, da destinare alle parti comuni dedicate ai bimbi, agli anziani ecc.»
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