BOLZANO. E’ entrato nel vivo il processo a carico di quattro cittadini romeni accusati di circonvenzione di incapace ai danni di due anziani meranesi che avrebbero subìto un danno economico rilevante dopo essere stati avvicinati da due donne avve nenti in circostanze diverse. Davanti al tribunale sono finiti in quattro: Tiberiu Caldaras, Slavita Caldaras, Maria Bot e Betru Gogea Valer. Ieri mattina, nel corso dell’udienza davanti al giudice Carla Scheidle, sono stati sentiti i primi testimoni importanti per riuscire a ricostruire la vicenda. Le parti lese, come accennato, sono due.

Si tratta di due anziani meranesi che non si sarebbero accorti di essere raggirati da due giovani donne. Queste ultime avrebbero utilizzato anche il fascino femminile per ottenere somme di denaro in regalo e, in un caso, anche l’acquisto di un autovettura nuova. E’ probabile che il procedimento penale venga alla fine deciso da una perizia di carattere psichiatrico che l’avvocato difensore Marco Boscarol potrebbe chiedere nelle prossime udienze con l’obbiettivo principale di smontare l’accusa delle condizioni psichiche labili di due raggirati.

In sostanza per la difesa i due anziani sarebbero stati perfettamente in grado di intendere e di volere e dunque avrebbero deciso in piena autonomia e con piena volontà di accogliere le richieste di aiuto economico delle due donne.

In seconda battuta la difesa sta cercando anche di dimostrare che manca certezza sul riconoscimento delle due donne romene. Le due vittime, secondo la difesa, non avrebbero indicato con assoluta certezza le due presunte responsabili del raggiro.

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