BOLZANO. La sentenza di ieri di piena assoluzione di Maximilian Rainer sembra demolire il teorema della Procura della Repubblica che ha già portato alla condanna in via definitiva dei due coimputati Franz Pircher e Klaus Stocker. Questi ultimi sono stati giudicati in tempi diversi in quanto scelsero il rito abbreviato mentre Rainer preferì il rito ordinario. La Procura, che ha sempre sostenuto la posizione sostanzialmente comune dei tre imputati, ha già annunciato ricorso per Cassazione (al di là di quella che sarà la motivazione della Corte d’appello). In realtà è molto probabile che il caso si chiuda con una prescrizione del reato per Maximilian Rainer almeno sotto il profilo penale. Le motivazioni dei giudici di secondo grado saranno comunque molto importanti perchè si potrà capire se la Corte ritenga che Rainer non abbia operato nel torbido per truffare la società di cui era direttore generale (a differenza degli altri due imputati) o se addirittura ritengano che non vi sia stata alcuna truffa. In questo caso i due processi su binari distinti (abbreviato per Pircher e Stocker e ordinario per Rainer) porterebbero a due verità processuali in contrasto tra loro. Al di là della possibile prescrizione, è evidente che la sentenza di ieri (dopo il deposito delle motivazioni) dovrà essere sottoposta al vaglio della Cassazione perchè se dovesse essere confermata gli avvocati difensori di Pircher e Stocker avrebbero probabilmente titolo per avviare un clamoroso procedimento di revisione. Ma per confermare l’assoluzione di ieri la Cassazione dovrebbe sostanzialmente smentire se stessa. Anche per questo la Procura ha già annunciato di voler andare sino in fondo, al di là della possibile prescrizione penale. Di mezzo ci sono anche gli inevitabili risarcimenti economici alla Sel. (ma.be.)
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