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BOLZANO. L’obbligo di vaccinazione dei bambini disposto a livello nazionale continua a generare polemiche, con ricorso anche ad iniziative giudiziarie. Ieri davanti al giudice civile Giulio Scaramuzzino l’altoatesino Reinhold Holzer (che si definisce “padre interessato e cittadino ben informato”) ha ingaggiato un nuovo braccio di ferro con l’Azienda sanitaria altoatesina a seguito delle accuse a distanza emerse alcune settimane fa proprio sull’obbligo vaccinale. Come si ricorderà l’Azienda sanitaria altoatesina aveva denunciato Holzer per “procurato allarme” accusandolo di aver diffuso una notizia non vera sul presunto ricoverato a Verona di un bimbo meranese colpito dalle conseguenze del vaccino.
Ieri davanti al giudice civile Scaramuzzino è andata in scena una nuova tappa del contenzioso.
Il giudice ha voluto sentire le parti prima di prendere una decisione sull’istanza inoltrata dagli avvocati di Holzer con procedura d’urgenza in sede cautelare (ex articolo 700). Il ricorrente Holzer ha chiesto al giudice di inibire all’Azienda sanitaria ed al direttore Schael qualsiasi ulteriore dichiarazione in merito alla polemica sui vaccini con contestuale pretesa risarcitoria, per presunta diffamazione, di 75 mila euro. Come noto, presupposti per l'applicazione del procedimento d'urgenza sono il “fumus boni iuris” ed il “periculum in mora”.
Il primo requisito viene inteso come probabile esistenza del diritto cautelare (che i convenuti contestano), mentre il secondo attiene al pericolo attuale che il diritto del ricorrente possa subire un pregiudizio imminente ed irreparabile. Infatti, l'irreparabilità deve essere intesa quale ragionevole e probabile pericolo che il diritto del ricorrente subisca un pregiudizio non altrimenti risarcibile. Il ricorso in questione è stato avviato da Holzer contro l’Azienda sanitaria (rappresentata dal direttore della ripartizione legale Marco Cappello), il direttore generale Thomas Schael (che si è costituito in giudizio personalmente) e sei testate giornalistiche. La decisione del giudice civile sulla richiesta cautelare dovrebbe essere resa nota entro pochi giorni. (ma.be.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ieri davanti al giudice civile Scaramuzzino è andata in scena una nuova tappa del contenzioso.
Il giudice ha voluto sentire le parti prima di prendere una decisione sull’istanza inoltrata dagli avvocati di Holzer con procedura d’urgenza in sede cautelare (ex articolo 700). Il ricorrente Holzer ha chiesto al giudice di inibire all’Azienda sanitaria ed al direttore Schael qualsiasi ulteriore dichiarazione in merito alla polemica sui vaccini con contestuale pretesa risarcitoria, per presunta diffamazione, di 75 mila euro. Come noto, presupposti per l'applicazione del procedimento d'urgenza sono il “fumus boni iuris” ed il “periculum in mora”.
Il primo requisito viene inteso come probabile esistenza del diritto cautelare (che i convenuti contestano), mentre il secondo attiene al pericolo attuale che il diritto del ricorrente possa subire un pregiudizio imminente ed irreparabile. Infatti, l'irreparabilità deve essere intesa quale ragionevole e probabile pericolo che il diritto del ricorrente subisca un pregiudizio non altrimenti risarcibile. Il ricorso in questione è stato avviato da Holzer contro l’Azienda sanitaria (rappresentata dal direttore della ripartizione legale Marco Cappello), il direttore generale Thomas Schael (che si è costituito in giudizio personalmente) e sei testate giornalistiche. La decisione del giudice civile sulla richiesta cautelare dovrebbe essere resa nota entro pochi giorni. (ma.be.)
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