BOLZANO. L’ex presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder a giudizio il 6 maggio in Corte dei conti assieme a quattro dirigenti provinciali. L’atto di citazione, firmato dal procuratore regionale della Corte dei conte Alessia Di Gregorio, riguarda l’inchiesta sui fondi riservati. Sullo stesso tema è in corso un altro procedimento, ma di carattere penale e che riguarda solo Durnwalder, avviato dal procuratore capo Guido Rispoli. Ipotesi di reato: peculato.
L’interrogatorio dell’ex presidente, che aveva chiesto di essere sentito da Rispoli, era in programma per oggi, ma l’avvocato Gerhard Brandstätter ha ottenuto uno spostamento al 13 marzo, data in cui verrà depositata anche una memoria difensiva.
Per quanto riguarda l’inchiesta contabile, ammonta ad un milione 653 mila e 609 euro (rivalutato al 31 dicembre del 2012 in base agli indici Istat) la cifra del presunto danno che, secondo la Procura contabile, Durnwalder avrebbe provocato all’erario con un’irregolare gestione ed uso dei fondi riservati.
Oltre all’ex numero uno della Provincia sono stati chiamati in causa, seppure in via accessoria, Eros Magnago, segretario generale della Provincia, Roman Sandri, economo, Karl Rainer, ex capo della ripartizione dell’ufficio di presidenza, Stefano Natale, direttore dell’ufficio spese.
Questi ultimi ritengono di aver agito in modo assolutamente corretto in quanto la legge per i fondi riservati, a differenza delle spese di rappresentanza, non prevede né la rendicontazione e tantomeno il controllo.
Secondo la Procura regionale della Corte dei Conti il 93% delle spese fatte da Durnwalder va considerata illegittima. Nel dettaglio: i fondi riservati a disposizione dell’ex presidente dal 1995 al 2012 ammontavano a 1,367 milioni di euro e ben 1,279 milioni di euro sarebbero stati spesi in modo non corretto.
Le spese contestate, in base all’elenco reso noto esattamente un anno fa, andrebbero dai 513.045 euro di trasferimenti su conti correnti personali per presunti crediti vantati (a seguito delle mance ad associazioni e privati); 20.682 euro per pranzi e brindisi natalizi; 353.760 euro per spese dichiaratamente personali o per i suoi familiari; 31.782 euro per paste, panini e altri "generi di conforto" da consumare durante le sedute della giunta provinciale; 10.611 euro per altri beni e servizi ad uso personale; 66.091 euro per "regalie" di diverso genere a favore di alcuni dipendenti provinciali; 213.871 euro per offerte in denaro a favore di privati e associazioni.
Durnwalder, difeso da Brandstätter e sentito a giugno dal procuratore regionale Di Gregorio, ha sempre sostenuto di aver usato i fondi riservati in modo assolutamente trasparente e corretto: «Nei venticinque anni del mio mandato - ha ripetuto più volte in questi mesi - non ho mai intascato un centesimo e ho cercato di amministrare al meglio questa Provincia».
Ma evidentemente le spiegazioni fornite non sono state sufficienti a convincere il procuratore regionale della Corte dei conti.
L’avvocato Brandstätter comunque è certo che tutto si chiarirà in sede di giudizio, il 6 maggio.

