BOLZANO. «Bolzano deve credere di più nel suo ruolo di capoluogo, ma dalla giunta comunale non arrivano mai proposte concrete. Peccato, perché io sono disponibile a venire incontro alle richieste della città». Luis Durnwalder non usa mezze misure. Il suo è un invito al municipio a chiedere di più. Un po’ come fanno tutti i comuni dell’Alto Adige, che così ottengono tutto quello che serve per le singole comunità, anche quelle più piccole.
Presidente, quando si gira per l’Alto Adige l’impressione è che nei paesi siano state realizzate fior di strutture pubbliche. A Bolzano, facendo la proporzione, meno. Perché?
«È vero in piccoli paesi, a volte, c’è di più che in città. La situazione è questa, non possiamo imporre nulla ad un’amministrazione comunale se non vuole. Le porto degli esempi. Quando abbiamo costruito l’edificio accanto a Palazzo Widmann abbiamo proposto al comune di Bolzano di accollarci tutte le spese per fare un sottopassaggio pedonale davanti alla stazione. L’allora sindaco disse di no. E così siamo rimasti con questa rotonda e il traffico bloccato che trovi solo in Paesi sottosviluppati. Nel 1990-1991 altra proposta: vi sistemiamo a nostre spese l’edificio fatiscente a Rencio (l’ex Agnello, ndr) e voi date una sede alle associazioni. Altra risposta negativa.
La lista finisce qui?
«Con il teatro in piazza Verdi è andata meglio e l’auditorium in via Dante l’abbiamo costruito noi. Ma da tre anni non si decide sulla biblioteca alle ex Pascoli, dico che l’unico obiettivo che dobbiamo avere è quello di migliorare il servizio bibliotecario a favore dei cittadini, non litigare su cda e proprietà dei libri. Volevamo portare l’Fc Alto Adige a Bolzano e ci hanno detto di no, bastava ristrutturare il Druso, farci sotto un garage interrato e invece si è dovuti andare a Laives».
Sì, ma allora basterebbe che la Provincia governasse anche sul Comune.
«Non voglio questo, se ci presentano un programma, che ne so per la cultura una sala congressi, o per lo sport un velodromo o ancora un centro per nuotare e wellness come a Bressanone o Vipiteno, sarei il primo ad appoggiare l’iniziativa. Stesso discorso per le infrastrutture stradali, siano la variante alla Ss12 in galleria o la variante a nord».
Mi pare che lei chieda al Comune di proporre idee e progetti.
«Bolzano è anche capoluogo ed ha esigenze diverse, purtroppo la città non ha ancora trovato il suo ruolo, che deve diventare quello di centro effettivo della provincia».
Come giudica il suo rapporto con l’attuale amministrazione del capoluogo?
«Troppi partiti e troppi consiglieri, tutti vogliono avere un loro spazio, ma le decisioni non si prendono. Occorre tagliare sul numero dei consiglieri comunali. In consiglio provinciale sono 35 ed in città 50, non è utile per il capoluogo».
Cambiamo tema: Parco dello Stelvio, cambiera qualcosa?
«Sì, con il passaggio alla Provincia ci saranno più soldi, più personale, più guide e stessa tutela di flora e fauna. Anche se, come avviene nei parchi naturali, apriremo alla caccia selettiva: troppi ungulati danneggiano il loro stesso ambiente. E credo che tutti siano consci di come la Provincia tuteli la fauna».
Quali leggi saranno portate dalla giunta in consiglio nel 2011?
«La legge provinciale sulla toponomastica vuole ricalcare l’accordo Provincia-governo sulla segnaletica di montagna, dove una commissione è all’opera. Poi si tratta di rivedere la legge urbanistica e quella elettorale: vorrei portare oltre a nuove regole sulle cause di ineleggibilità, anche un quorum e un sistema misto per le preferenze, con candidature bloccate da una parte come avviene alle politiche e sistema classico delle preferenze dall’altra. Altro obiettivo, quello di cambiare il regolamento del consiglio provinciale: l’ostruzionismo di un consigliere non può bloccare i lavori, serve fissare un limite temporale alla discussione in aula, come in Trentino».    (m.dal)

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