PHOTO
BOLZANO. Se si chiede al presidente Luis Durnwalder quale, tra tutti gli scontri avuti in queste settimane col governo, è stato il più duro, lui allarga le braccia: «Il problema non è il caso singolo ma l’atteggiamento generale. Finora questo governo ha dimostrato di fregarsene di noi. Sono un muro di gomma, con loro non riesci a parlare di niente. Continuano a chiedere, a cambiare le regole, a impugnare le nostre leggi, senza mai un confronto. Non può andare avanti così». Oggi questa tendenza potrebbe - forse - cambiare: alle 16 presso la sede del ministero delle Regioni, a Roma, Durnwalder e il suo collega trentino Lorenzo Dellai incontreranno il ministro Piero Gnudi, incaricato dal premier Monti si seguire la questione altoatesina. In precedenza i tecnici dei dipartimenti delle Finanze delle due Province si incontreranno per mettere a punto le ultime tabelle da presentare al vertice.
Presidente, nei giorni scorsi al Consorzio dei Comuni ha detto che è ora di iniziare a dire dei «no» a Roma. Domani (oggi per chi legge, ndr) avrà l’incontro col ministro Gnudi: va con l’intenzione di dire dei no, o per trattare?
Vado giù per discutere del nostro futuro. Siamo per la collaborazione e quindi cercheremo un accordo, ma Roma deve capire che devono rispettare lo Statuto, altrimenti saremo costretti a rivolgerci altrove per fare sapere che l’autonomia di rango non viene rispettata. Noi chiediamo principalmente una cosa: chiarezza. Non possiamo più andare avanti senza avere dati certi per i prossimi bilanci e investimenti. Ogni settimana c’è una novità, cambiano qualcosa, impugnano una legge, chiedono altri soldi. Così è impossibile proseguire.
Non è un periodo facile per avanzare richieste...
Ma noi non chiediamo nulla in più di quello che ci spetta. Anche se non lo condividerei, capirei questo governo se ci dicesse: siamo tecnici e non politici quindi non possiamo darvi nuove competenze. Ma loro non rispettano nemmeno le cose che già ci sono, gli accordi costituzionali scritti nero su bianco... Noi chiediamo solo il rispetto dei nostri diritti. Per il resto siamo disposti anche a dare qualcosa in più rispetto a oggi, sappiamo che serve uno sforzo per risanare i conti.
La sua proposta qual è?
Io dico: voi ci date anche l’ultimo decimo delle tasse che oggi versiamo allo Stato (i 9/10 restano in Alto Adige, ndr), che corrispondono a circa 380 milioni. Noi in cambio paghiamo tutte le spese che lo Stato ancora sostiene in Alto Adige, circa 500 milioni. Polizia, tribunali, esercito e quant’altro: lo paghiamo noi. In cambio ci teniamo tutte le tasse, così smettiamo di litigare con Roma sulle imposte e avremo la possibilità di programmare i nostri bilanci.
Ma ovviamente Roma non darà mai a Bolzano la competenza su esercito o polizia. Allora qual è il senso di pagarli?
Certo che non ci daranno le competenze, ma potremmo migliorare il coordinamento coi servizi che offriamo noi. Risparmieremmo milioni e daremmo ai cittadini un servizio migliore. Questo è quello che proporrò, vediamo se almeno accettano di discuterne.
Dove sarebbero possibili i risparmi?
In molti settori. Potremmo coordinare meglio le forze di polizia con le polizie municipali e quelle forestali. Potremmo coordinare meglio certe attività di controllo: Nas, Noe e i nostri uffici spesso fanno le stesse cose all’insaputa uno dell’altro. Posso raccontare di posti che hanno avuto tre controlli in una sola giornata dai tre enti... E poi c’è il discorso tribunali.
Cioè?
La settimana scorsa c’è stato l’allarme per il mancato servizio allo sportello del tribunale per le dichiarazioni etniche, giusto? Bene, io dico allo Stato: coordiniamoci di più, dateci la possibilità di svolgere quel servizio nei Comuni, avremmo 116 sportelli a spesa zero e voi liberereste personale per altri incarichi. Potrei proseguire con casi simili.
Per esempio?
I veterinari: lo Stato continua a gestire i controlli alla frontiera quando ci sono i nostri uffici che potrebbero fare la stessa cosa. Se vogliono mettiamo anche i cartelli con scritto «Competenza statale»... Ma che senso ha continuare a mantenere doppioni?
E le grandi partite come Rai e carcere?
Sulla Rai l’accordo è praticamente pronto e, anche qui, si è messo di traverso il ministero dell’Economia che dice che dobbiamo dimostrare quale sia il suo vantaggio economico... Per il carcere a giorni sarà pubblicato il bando di gara, ci prenderemo impegni con ditte privare, sarebbe assurdo se Roma si tirasse indietro proprio ora. E poi ci sarebbe la storia del fondo Brancher: noi dovevamo dare 40 milioni per i Comuni confinanti in cambio di competenze, ma se queste competenze non arrivano... Il fondo non è mica sacro.
Di tutti questi argomenti cosa pensa di riuscire a portare a casa da Roma?
Domani nulla di concreto, non ci vediamo per prendere decisioni. Ma vorrei che ci guardassimo negli occhi per capire se si può almeno iniziare a discuterne o se dovremo continuare a litigare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


