BOLZANO. Verso le tremila firme: non accenna a fermarsi il flusso di sottoscrizioni a sostegno della nostra petizione contro il gioco d’azzardo, nata per sensibilizzare la politica altoatesina affiché si tenti di arginare un fenomeno che purtroppo fa sempre più proseliti. L’interesse è notevole, anche perché sono sempre più coinvolte anche le famiglie dei giocatori, compresi i bambini. E gli altoatesini continuano a giocare fortissimo anche nonostante la crisi. Solo ad aprile e maggio, in Alto Adige si sono gettati al vento ben 125 milioni di euro. Ora la politica comincia a muoversi, non solo a Bolzano. Dopo la campagna di sensibilizzazione avviata dalla Junge Generation della Svp, ieri è iniziata una campagna contro l’azzardo anche da parte della provincia di Trento. Si potrebbe riproporre qualcosa di simile anche a Bolzano? Il presidente della Provincia Luis Durnwalder non si tira indietro: «Abbiamo fatto una legge per arginare il fenomeno. Da decenni sovvenzioniamo direttamente o indirettamente campagne di sensibilizzazione sull’alcol, la guida eccetera, e anche al dipendenza dall’azzardo. Sul gioco intensificheremo la nostra campagna sia sul piano istituzionale sia su quello di sostegno a chi fa prevenzione».

I cugini trentini. È apparsa ieri sui quotidiani. È la pubblicità progresso avviata dalla Provincia autonoma di Trento, la quale, oltre ad aver legiferato abbastanza efficacemente, sta provando a percorrere anche strade alternative. Proibire la pubblicità del gioco d’azzardo legalizzato non è consentito dalle norme vigenti, che però non escludono che si possa avviare una campagna di sensibilizzazione contro-corrente. «Giochi con la testa o ti giochi la testa?», questo il messaggio lanciato dai cugini trentini. Il sottotitolo è: «L’abuso di gioco cancella il bello dalla tua vita». Su sfondo nero, oltre a questa scritta, sono riprodotte due mani. Le dita tengono una sorta di Gratta&Vinci, su cui sta impresso: «Non è solo un gioco».

Il presidente. Dopo la campagna di sensibilizzazione avviata venerdì dalla Junge Generation, e dopo l’esempio trentino, si potrebbe pensare a qualcosa di simile anche da noi. I giovani Svp hanno fatto capire che il problema è grave anche nelle valli, motivo per cui hanno chiesto ai sindaci di non concedere licenze a bar e Gasthöfe se questi installeranno macchinette. Il presidente è scettico: «Non possiamo proibire tutto. Anche io, quando entro in un tabacchino o in un bar vedo mamme con bambini che grattano o giocano con le macchinette. Non è bello. Ma se le togliamo giocheranno a casa, o fuori provincia. Se c’è questa mania del gioco, dobbiamo contrastarla sul piano culturale e della prevenzione. Da anni lavoriamo, anche se ancora non siamo riusciti a risolvere tutti i problemi. Abbiamo legiferato, e sovvenzioniamo campagne. Sia campagne fatte direttamente dall’amministrazione, sia sovvenzioni alle associazioni, e agli esperti dei vari settori».

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