BOLZANO. «Il Tirolo torna visibilmente diviso e l’Europa affronta adesso una sconfitta. Stavolta non possiamo dare la colpa ai cattivi fascisti». È amareggiato l’ex presidente della Provincia Luis Durnwalder nel commentare la scelta dell’Austria di reintrodurre i controlli in dodici valichi di frontiera, compreso il Brennero e passo Resia. «Ricordo nel 1998 quando, con il governatore austriaco Wendelin Weingartner, aprimmo la frontiera in virtù del nuovo accordo di Schengen. Fu un momento storico. Stavolta l’Austria ha informato Bolzano troppo tardi».

Chi non retrocede nemmeno di un centimetro è il premier austriaco Werner Faymann che procede convinto sulla strada dei controlli serrati. «I governi devono prendere le loro decisioni guardando la realtà. Credo che abbiamo compiuto dei passi che, tra poco, farà anche la Germania. Sono convinto che presto saremo di nuovo all’unisono». Nessun accenno all’Italia o all’Euregio. Prova a gettare acqua sul fuoco, invece, l’ambasciatore austriaco in Italia Renè Pollitzer. «Non cambierà nulla di sostanziale. Vogliamo solo garantire una gestione ordinata dei flussi migratori registrando i profughi in modo più preciso».

Si moltiplicano, intanto, le manifestazioni politiche al confine di Stato a favore o contro le scelte austriache. Oggi sarà la volta della Lega Nord che alle 11 organizzerà un presidio per “difendere una scelta sacrosanta di un Paese che in primo luogo pensa al bene del suo popolo. La nostra regione, però, ora rischia di diventare la Lampedusa del Nord Italia. Il tutto a causa di politiche europee scellerate”. Sabato, invece, alle 11 è in programma una catena umana transfrontaliera. L’iniziativa nasce da un appello firmato da alcuni consiglieri regionali del Pd e sottoscritto da sindacati, associazioni e singoli cittadini. «Non si tratta di un’azione contro l’Austria alla quale va la nostra solidarietà visto il carico di migranti che deve gestire. Semplicemente vogliamo dire no a tutti i muri e le divisioni che sono il sintomo dell’assenza di una politica europea e che rappresentano la morte di un’idea e di una straordinaria occasione storica».

Sulla questione ha preso posizione anche Sinistra ecologia e libertà con una nota. «Non si può pensare di lavarsi la coscienza in questo modo. La richiesta delle nostre istituzioni locali al governo deve essere più coerente. È necessario sviluppare vere politiche di accoglienza e integrazione. È necessario pensare a un diritto d’asilo europeo, alla cancellazione degli assurdi e anacronistici regolamenti di Dublino e alla creazione di una vera e propria politica del Mediterraneo».

Intervento, infine, anche da parte di Claudio Della Ratta del Partito Socialista: «È giusto preoccuparsi per le frontiere, ma il comportamento austriaco è comprensibile». (a.c.)

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