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BOLZANO. Sono due i filoni d’inchiesta aperti dalla Procura regionale della Corte dei Conti sul governatore altoatesino Luis Durnwalder: il primo riguarda il denaro pubblico utilizzato nel 2011 per la festa a Castel Tirolo per i 70 anni del presidente della giunta e il secondo - decisamente più importante - è relativo alle modalità di impiego del «fondo riservato» (72 mila euro l’anno) a disposizione di Durnwalder dal 1994 a oggi. «Stiamo indagando - ha spiegato ieri in una conferenza stampa il procuratore Robert Schülmers - sul presunto utilizzo di fondi pubblici anche per spese di natura personale». Al vaglio ci sono biglietti aerei, non solo per il presidente, regali di Natale, medicine, tasse per la casa, canone Tv, assicurazione per la macchina ma anche frutta, caramelle, libri e quant’altro. Si tratta di spese personali confluite in questo «fondo riservato», che Durnwalder avrebbe restituito alla sua segretaria, che - come ha spiegato ieri il governatore altoatesino - ha sempre gestito materialmente i contanti presenti in cassa.
«La commistione - spiega Schülmers - tra privato e pubblico crea inevitabilmente delle criticità, sulle quali stiamo indagando». Secondo la Procura regionale della Corte dei Conti Durnwalder avrebbe usato non di rado il fondo delle spese riservate alla stregua di emolumenti e non, come prevede la legge, come un fondo istituzionale legato al suo ruolo di presidente.
Il primo filone. A dare il via all’inchiesta sono stati alcuni esposti presentati nel 2011 sulle spese sostenute per il settantesimo compleanno del presidente a Castel Tirolo. La Corte dei Conti sta cercando di appurare «se e quante risorse pubbliche sono state destinate all’organizzazione di quell’evento». Costato, a quanto pare, circa 40 mila euro, cifra coperta in larga misura da sponsor privati. È stato lo stesso Durnwalder - ha sottolineato Schülmers - ad affermare di aver pagato con le spese di rappresentanza la festa per i suoi 50 anni, mentre per i 60 ha sostenuto di aver attinto solo in parte da questo fondo e per i 70 anni, complice la crisi, non avrebbe speso invece denaro pubblico. C’è da chiedersi, se il compleanno di un presidente di un ente pubblico «possa trasformarsi o debba essere considerato un evento istituzionale». La Procura regionale della Corte dei Conti sta indagando anche sulla colletta fatta da alcuni Comuni che - come regalo di compleanno - avrebbero destinato 10 centesimi per abitante da girare, attraverso la Caritas, all’emergenza carestia in Africa.
Il secondo filone. Il cuore dell’inchiesta è costituito però dal presunto uso improprio - da parte del presidente Durnwalder - del cosiddetto «fondo riservato» dal 1994 ad oggi. Come ha confermato ieri lo stesso governatore altoatesino ogni mese è abituato consegnare alla segretaria un foglio scritto a mano con tutte le spese sostenute, comprese quelle personali. E non tutte le uscite - si pensi ai 100 euro dati alla banda musicale o al gruppo di ballo popolare presenti a un’inaugurazione o a una festa - sarebbero supportate da una fattura o da uno scontrino. Il presidente della giunta ha sottolineato di aver sempre defalcato, poi, le spese personali da quelle considerate spese di rappresentanza. Bisogna stabilire - secondo la Corte dei Conti - se un uso, anche temporaneo, di fondi pubblici per spese di natura privata debba considerarsi o meno legittimo. Qualora dovessero emergere profili di natura penale - l’ipotesi di reato più probabile è peculato - la Corte dei Conti dovrà trasmettere gli atti in Procura.
La prescrizione. Di solito è di 5 anni ma in questo caso - non essendoci un ente deputato al controllo dei vari rendiconti presentati mensilmente da Durnwalder - scatta solo da quando la Procura regionale della Corte dei Conti ne ha avuto notizia. Quindi dal 2011.
La normativa. L’uso delle «spese riservate» è stato regolato con una legge del 1994 che non scende però nel dettaglio su cosa si può e non si può fare. Di sicuro deve esserci una stretta correlazione tra la spesa sostenuta e le funzioni svolte dal presidente. Non si tratta, per capirci, di fondi che si possono usare in modo discrezionale, come gli emolumenti di uno stipendio. Per stessa ammissione del procuratore regionale la normativa è piuttosto carente.
La giurisprudenza. Il precedente più fresco - citato da Schülmers - è quello del 2009, quando la Corte di Cassazione ha condannato a tre anni gli ex presidenti della Regione Siciliana Giuseppe Drago e Giuseppe Provenzano che si sono appropriati, senza fare rendiconti, dei fondi riservati della Presidenza della Regione.
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