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BOLZANO. «Sì è vero in Alto Adige mancano medici e nei prossimi anni la situazione si farà pesante». Il presidente Luis Durnwalder si è messo al lavoro per affrontare quella che rischia di diventare una vera emergenza, annuncia novità a breve: «Una commissione ad hoc sta lavorando alla creazione di una facoltà di Medicina dell'Euregio che interesserà da vicino anche l'Alto Adige. Al momento non dico di più ma credo che potrò fornire dei particolari importanti già la prossima settimana».
La questione è venuta fuori a margine della cerimonia che si è svolta lunedì ad Innsbruck e che ha visto il presidente insignito del titolo di senatore accademico onorario. Durnwalder conferma di averne parlato nel dettaglio.
Alcune settimane fa era stato lo stesso assessore alla sanità Theiner a parlare dell'esistenza di un progetto che riguarda la facoltà di Medicina in fase di approfondimento dopo che dal Tirolo è arrivata la proposta di mettere a punto una sinergia per combattere la penuria di personale medico. A lanciare l'idea è stato l'assessore alla ricerca del Land Tirolo Bernhard Tilg: «I posti disponibili nella facoltà di Medicina di Innsbruck sono limitati, solo 20 altoatesini quest'anno hanno potuto accedervi e creare una nuova offerta sarebbe utile anche per Bolzano». Da Bolzano Theiner aveva risposto interessato ma con molta prudenza: «È uno dei possibili campi di collaborazione tra l'Alto Adige e il Tirolo che valuteremo se attuare o meno». Ieri il presidente Durnwalder è stato però più chiaro e più ottimista: «È stata messa in piedi una commissione che sta lavorando alla creazione di una facoltà di Medicina dell'Euregio che interesserà da vicino anche l'Alto Adige. Credo che potrò fornire dei particolari importanti già la prossima settimana».
Una questione, quella della carenza dei medici, che preoccupa - non poco - gli addetti ai lavori. L'allarme l'ha lanciato alcuni mesi fa il presidente dell'Ordine dei medici Michele Comberlato: «Non ci rendiamo nemmeno conto che cosa succederà nel giro dei prossimi anni quando ci verranno a mancare medici. Dobbiamo trovare una soluzione in tempi stretti per non trovarci in serissima difficoltà». Sulla carenza di medici interviene anche il primario di Cardiologia - Walter Pitscheider - che dal primo dicembre diventa nuovo coordinatore sanitario del Comprensorio di Bolzano e che in un'intervista comparsa sulla "Tageszeitung" ha fatto sapere come «il problema sia reale e l'ospedale rischia di trovarsi fra pochi anni in serissima difficoltà». Questione ben presente al presidente dei primari dell'Anpo, il primario di Pneumologia, Giulio Donazzan: «Lo scenario cambia ed in corsia iniziano a mancare i medici. Il problema rischia di diventare veramente serio». Il primario offre anche una stima: «In dieci anni il 30% dei medici uscirà dal sistema sanitario pubblico dell'Alto Adige. Andranno in pensione e non so quanti potranno sostituirli». C'è una causa precisa: «Il numero chiuso. In Italia è stato istituito da molti anni, in Austria di recente. Nato per evitare la saturazione del settore, adesso è diventato un incubo in mezza Europa. In Alto Adige poi la nostra sanità inizia a non essere più così differenziata da essere attraente per l'arrivo di medici da fuori». Il presidente Anpo aggiunge un ulteriore elemento: «Le specialità sono sempre state a numero chiuso, ma la loro organizzazione è cambiata e ora è ancora più difficile che gli specializzandi lavorino nei reparti. Se devo dire, credo che l'emergenza ancora più seria riguardi gli specialisti. Nel triveneto Pneumologia è presente nelle facoltà di Padova, Verona, Udine e Trieste. Ma la specializzazione in malattie dell'apparato respiratorio è presente solo a Padova con tre posti all'anno».
La questione è venuta fuori a margine della cerimonia che si è svolta lunedì ad Innsbruck e che ha visto il presidente insignito del titolo di senatore accademico onorario. Durnwalder conferma di averne parlato nel dettaglio.
Alcune settimane fa era stato lo stesso assessore alla sanità Theiner a parlare dell'esistenza di un progetto che riguarda la facoltà di Medicina in fase di approfondimento dopo che dal Tirolo è arrivata la proposta di mettere a punto una sinergia per combattere la penuria di personale medico. A lanciare l'idea è stato l'assessore alla ricerca del Land Tirolo Bernhard Tilg: «I posti disponibili nella facoltà di Medicina di Innsbruck sono limitati, solo 20 altoatesini quest'anno hanno potuto accedervi e creare una nuova offerta sarebbe utile anche per Bolzano». Da Bolzano Theiner aveva risposto interessato ma con molta prudenza: «È uno dei possibili campi di collaborazione tra l'Alto Adige e il Tirolo che valuteremo se attuare o meno». Ieri il presidente Durnwalder è stato però più chiaro e più ottimista: «È stata messa in piedi una commissione che sta lavorando alla creazione di una facoltà di Medicina dell'Euregio che interesserà da vicino anche l'Alto Adige. Credo che potrò fornire dei particolari importanti già la prossima settimana».
Una questione, quella della carenza dei medici, che preoccupa - non poco - gli addetti ai lavori. L'allarme l'ha lanciato alcuni mesi fa il presidente dell'Ordine dei medici Michele Comberlato: «Non ci rendiamo nemmeno conto che cosa succederà nel giro dei prossimi anni quando ci verranno a mancare medici. Dobbiamo trovare una soluzione in tempi stretti per non trovarci in serissima difficoltà». Sulla carenza di medici interviene anche il primario di Cardiologia - Walter Pitscheider - che dal primo dicembre diventa nuovo coordinatore sanitario del Comprensorio di Bolzano e che in un'intervista comparsa sulla "Tageszeitung" ha fatto sapere come «il problema sia reale e l'ospedale rischia di trovarsi fra pochi anni in serissima difficoltà». Questione ben presente al presidente dei primari dell'Anpo, il primario di Pneumologia, Giulio Donazzan: «Lo scenario cambia ed in corsia iniziano a mancare i medici. Il problema rischia di diventare veramente serio». Il primario offre anche una stima: «In dieci anni il 30% dei medici uscirà dal sistema sanitario pubblico dell'Alto Adige. Andranno in pensione e non so quanti potranno sostituirli». C'è una causa precisa: «Il numero chiuso. In Italia è stato istituito da molti anni, in Austria di recente. Nato per evitare la saturazione del settore, adesso è diventato un incubo in mezza Europa. In Alto Adige poi la nostra sanità inizia a non essere più così differenziata da essere attraente per l'arrivo di medici da fuori». Il presidente Anpo aggiunge un ulteriore elemento: «Le specialità sono sempre state a numero chiuso, ma la loro organizzazione è cambiata e ora è ancora più difficile che gli specializzandi lavorino nei reparti. Se devo dire, credo che l'emergenza ancora più seria riguardi gli specialisti. Nel triveneto Pneumologia è presente nelle facoltà di Padova, Verona, Udine e Trieste. Ma la specializzazione in malattie dell'apparato respiratorio è presente solo a Padova con tre posti all'anno».
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