VAL DI VIZZE. Due donne travolte e uccise da un mare di fango, danni per 18 milioni di euro e ferite impresse nel territorio e negli animi degli abitanti della valle che impiegheranno decenni per rimarginarsi. Questo il disastroso bilancio del nubuifragio che nella notte tra il 5 e il 6 agosto s’è abbattuto sull’Alta Val d’Isarco e sulla Val di Vizze. Ieri mattina, a poco più di un mese di distanza dal disastro, il presidente Luis Durnwalder ha compiuto un sopralluogo nelle località maggiormente colpite dalla furia degli eventi. «I lavori più urgenti sono stati completati - ha spiegato il governatore altoatesino - mentre gli interventi più imponenti di ripristino e di messa in sicurezza sono a circa metà del percorso. Rispetto a poco più di un mese fa – ha proseguito – sono stati compiuti grandi passi in avanti, grazie all'impegno della popolazione, di chi ha coordinato ed effettuato gli aiuti, e anche della Provincia». Al fianco di Durnwalder, durante il sopralluogo, c’erano il sindaco di Val di Vizze, Johann Frei, e il direttore della Ripartizione opere idrauliche, Rudolf Pollinger. Se da un lato i danni sono stati inizialmente sottostimati, dall'altro il presidente altoatesino ha sottolineato come i lavori siano a buon punto. «Gli interventi più urgenti alle infrastrutture - ha spiegato Luis Durnwalder - sono stati completati, e circa la metà di prati e campi coltivati sono stati sgomberati dal materiale». Rudolf Pollinger ha inoltre aggiunto che «le opere di ripristino della situazione precedente e per la messa in sicurezza del territorio dovrebbero concludersi prima dell'inizio dell'inverno».

Il presidente Durnwalder, durante la sua lunga e dettagliata visita nelle zone danneggiate, ha avuto modo di lodare non solo l’efficacia della macchina della Protezione civile provinciale, ma anche l'impegno della popolazione locale. «Tutti hanno fatto la propria parte – ha commentato visibilmente soddisfatto – e nessuno è rimasto con le mani in mano ad attendere che gli aiuti arrivassero "dall'alto". Sono convinto che tra sei mesi i danni provocati dal maltempo non saranno più visibili».

E proprio per far fronte nel più breve tempo possibile alla situazione di emergenza, lunedì scorso la Giunta provinciale aveva stanziato tramite il fondo di riserva altri 4 milioni di euro: 2 milioni per gli interventi dei bacini montani, 1,5 milioni per la Protezione civile, e altri 500mila euro euro per l'agricoltura.

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