BOLZANO. Cambiano le regole sulla Durp, la dichiarazione unificata di reddito e patrimonio in base alla quale vengono accordate o meno le prestazioni di welfare. La giunta provinciale ha varato ieri il nuovo regolamento, che mira a una maggiore trasparenza ed equità: entrerà in vigore dalla dichiarazione dei redditi del 2016. La Durp viene chiesta ai cittadini per accedere a una ampia serie di misure di welfare, come l’assegno regionale e provinciale per il nucleo familiare, il sussidio casa, il canone Ipes, l’assegno sul minimo vitale, le borse di studio e la retta delle case di riposo. Tra le novità più importanti c’è l’unificazione della soglia di rilevazione del patrimonio, che viene fissata a 5 mila euro. Fino ad oggi erano previsti tre livelli diversi di Durp, in base alle prestazioni richieste, da 5 mila a 100 mila euro. «Un passo importante, che chiedevamo da anni», commenta Michele Buonerba (segretario Cisl), che nei giorni scorsi ha incontrato, insieme agli altri sindacati, il presidente Arno Kompatscher e l’assessora Martha Stocker per la discussione sull’ultima versione del testo. Così anche Toni Serafini (Uil): «Bene. Le agevolazioni devono andare a chi ne ha bisogno».

«Dall’abbassamento della soglia di rilevazione a 5mila euro ci si aspetta di valutare in maniera più chiara i dati e la situazione patrimoniale dei richiedenti e di poter gestire il budget sociale a disposizione secondo un principio di maggiore equità», spiegano Kompatscher e Stocker. La soglia di rilevazione, viene precisato, non è la quota esente, ossia l'importo che non viene considerato per calcolare l’accesso alle prestazioni sociali: «Gli importi esenti restano anche in futuro collegati alla prestazione specifica e possono variare in base alle prestazioni: per alcune la franchigia può arrivare a 100mila euro, per altre a 20mila e per altre prevedere un ulteriore importo». Buonerba precisa: «Serve un ulteriore passo, ovvero un collegamento diretto tra i Caf e le banche, perché anche con la nuova normativa si resta nel campo dell’autocertificazione». Una modifica del regolamento riguarda anche la valutazione della nuda proprietà: saranno sostanzialmente dimezzate le percentuali del valore dell’immobile su cui grava un diritto di usufrutto o di abitazione che sono conteggiate ai fini Durp. Diventa più uniforme anche la valutazione del patrimonio che supera il limite di quota esente: viene conteggiata una percentuale unica del 20% per il patrimonio che oltrepassa le esenzioni previste, indipendentemente dalla consistenza della somma oltre soglia. Finora erano conteggiate due quote del 20% e del 50% del reddito sopra soglia. «In questo modo il calcolo diventa più semplice anche per gli uffici», così Kompatscher. Le modifiche al regolamento per la Durp ridefiniscono e semplificano anche il concetto di prima casa, che non rientra nel calcolo del patrimonio: verrà considerato prima casa un immobile ad uso abitativo e due parti annesse (come cantina o garage), fino a un valore Imi di 150mila euro per nucleo familiare. Finora veniva considerata una sola parte accessoria. ©RIPRODUZIONE RISERVATA