MERANO. È stato uno degli artefici del successo elettorale che ha portato Paul Rösch a sedersi sulla poltrona di sindaco di Merano. Ma quando il successo è arrivato e i Verdi per la prima volta sono arrivati al governo della città lui se n'è andato. "A dire il vero mi sono sentito scaricato, in particolare da Cristina Kury, non tanto dal sindaco".

Stiamo parlando di Kurt Duschek, il più giovane mastro birrario dell'Alto Adige, diplomatosi in Germania e uomo dai mille lavori e dai mille interessi. Duschek ora si trova in un limbo, fuori dai Verdi ma libero in consiglio comunale di approvare quello che trova corretto e giusto per i cittadini.

Kurt Duschek, cosa si è rotto tra lei e i Verdi?

"Due sono stati i problemi principali. In un partito come i Verdi sentirsi dire di stare zitto, di non esprimere in pubblico le proprie opinioni perché si sarebbe potuta aprire una crisi di governo è assurdo. Mi sono detto: cosa è cambiato nel partito? Basta essere maggioranza per mettere tutto a tacere?".

E come ha reagito?

"Ci ho pensato alcune ore, poi ho deciso. Ho scritto una email a tutti per spiegare che lasciavo il partito. Non mi faccio mettere il bavaglio da nessuno, mi creda".

L'altro problema?

"Dopo tutto il lavoro che ho fatto in prima persona negli ultimi cinque anni mi aspettavo un po' più di riconoscenza. Invece non mi hanno neppure scelto come vicecapogruppo".

E la loro reazione come è stata?

"Il silenzio, o quasi. Viceversa mi sono sentito vicino tanti cittadini. E poi non ho condiviso certi toni trionfalistici o posizioni indifendibili".

Su quali temi?

"Si ricorda le gaffes di Rösch sulle Terme. E poi questi toni di festa per il tunnel e il garage in caverna. Un conto sarebbe stato dire: il percorso è avviato e non possiamo fermarlo. Altra cosa è festeggiare su un argomento che ci ha sempre visto contrari. E poi le trattative per la formazione della nuova giunta".

Cosa non ha digerito?

"Io chiedevo un gruppo di lavoro, per organizzarci. Non si può improvvisare nel governo della città. Ho ritenuto anche un errore lasciare fuori dalla giunta Cristina Kury. Forse ha avuto paura di alzare troppo i toni con la Svp".

Qualche rammarico?

"Certo, il volta spalle di Kury. E poi stando fuori dal partito il rischio è quello di isolarsi".

Lei però è rimasto al suo posto nella commissione bilancio e lavori pubblici del Comune.

"E non ho nessuna intenzione di dimettermi".

Ma qualcuno dei Verdi le ha chiesto di fare un passo indietro?

"No, ma avviso prima, le dimissioni da quella commissione non le do".

Cosa è rimasto della sede di via Portici?

"Quasi tutto quello che c'era dentro l'avevo portato io, pagando di tasca mia. Le mie cose le ho portate via. Non so se i locali siano stati riarredati".

Come vede il futuro?

"Sul fronte della trasparenza e del lavoro in consiglio molto è migliorato. Si dialoga di più, ci si confronta, in passato approvare mozioni dell'opposizione sarebbe stato impensabile. Oggi è realtà. Merito deve essere riconosciuto anche alle due consigliere del Movimento 5 stelle".

La giunta Rösch arriverà al 2020?

"Fino a oggi hanno portato avanti opere avviate dalla giunta precedente, Rösch non si è sbilanciato più di tanto. Il punto di rottura sarà l'arrivo in consiglio dell'assestamento di bilancio. Con tutti i soldi accantonati se il sindaco riuscirà a imporsi, allora si vedrà la strada spianata fino a fine consiliatura. Altrimenti saranno guai".

E l'Svp?

"Non è mai stata così debole, peggio che nel dopo elezioni. Perdere 5 consiglieri comunali è stata una sberla dalla quale è difficile riprendersi. Penso che se ci fossero oggi le elezioni, la Svp perderebbe ancora. Non hanno un leader e una linea politica. Gli unici due che si danno da fare sono l'assessore Gabriela Strohmer e Karl Freund. Ma la Strohmer, sappiamo, dentro il partito è molto osteggiata".

Lei ultimamente si è dedicato anche ai quartieri.

"Si riferisce ai primi passi del comitato di Quarazze?"

Sì, certo.

"Il 28 febbraio ci saranno le elezioni. Una volta eletto il comitato farò un passo indietro".

Questa iniziativa non è piaciuta alla Svp, non crede?

"Finora era il gruppo Svp a parlare per gli abitanti di Quarazze, domani saranno i cittadini a parlare col Comune".

Un modello esportabile?

"Certo, sto già pensando di esportare il “sistema Quarazze” a Maia Alta".

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