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BOLZANO. Grande soddisfazione per il mondo dell’arte altoatesino. Giovanna Dapor Sulligi, ex insegnante e oggi professionista affermata, è stata scelta da Sgarbi per la prestigiosa rassegna «Spoleto incontra Venezia». Vi ha partecipato con un dipinto che rappresenta una donna intenta a giocare a golf, non solo uno sport ma un rito contemporaneo. La Dapor sottolinea che Sgarbi ha assicurato durante la presentazione «che ogni provincia ha più di un artista in grado di affermarsi sulla scena nazionale e che la visibilità di ciascuno è spesso frutto della casualità, visto che non c’è promozione da parte della mano pubblica». Erano gli anni Settanta e lei, da giovanissima insegnante, muoveva i primi passi in una delle classi più “agitata” del Liceo scientifico Torricelli.
Giovanna era all'epoca una professoressa di disegno e storia dell'arte che, consapevole delle proprie conoscenze in campo artistico, sapeva come confrontarsi con i ragazzi che “tiravano” il gruppo, i leader della classe. «Ricordo ancora la prima domanda che mi fece il più impegnato per mettere alla prova le mie conoscenze, si trattava di Picasso, argomento con il quale andai a nozze», scherza Giovanna, ora affermata artista, e non solo a livello provinciale, che ricorda quegli anni come densi di significato e cambiamento. «Anche a Bolzano nelle scuole c'era fermento, era difficile insegnare ma credo di essere riuscita a trasmettere ai ragazzi la mia passione per l'arte e per il disegno». Poi non è rimasta solo una passione ma si è trasformata in una carriera piena di lavori importanti e riconoscimenti che si può ripercorrere all'indietro dagli anni Ottantta ad oggi. Nel percorso artistico di Giovanna c'è anche la storia di Bolzano, con i suoi contrasti, le sue luci e le sue ombre. «Nei miei lavori ho tessuto una serie di metafore, in particolare nel Progetto Feminae, attraverso le quali ho parlato della violenza contro le donne anche domestica, della forza e delle loro capacità», spiega la pittrice. È a Giovanna che si devono gli interessanti cicli compositivi nella sala dedicata a Klara di Castel Mareccio «La politica del tempo si è mischiata al mito, per quell'opera ci furono polemiche ma anche riconoscimenti», spiega la Dapor. Giovanna ha dipinto fino al Duemila con la tecnica dell'encausto spatolato usando il peso dei colori anziché la prospettiva. Lavora anche su plexiglas includendovi più materiali. Un altro tema che la affascina è la sfortunata storia del Tibet, alla cui visibilità ha contribuito realizzando dei “mandala” di stoffa e plexiglas.
Nel 2007, l'anno europeo delle pari opportunità, è stata scelta una sua opera per un francobollo nazionale. «Una donna che entra in un futuro incerto con un bambino sulle spalle», spiega la pittrice. Modernissima nella rappresentazione quella donna fa parte di un progetto iniziato nel 2004, Feminae, che attraverso il plexiglas trattato in maniera del tutto nuova, racconta le donne, centro propulsore della società contemporanea. Dai Mandala per Lhasa esposti nella Casa atelier Museion fino al recente “gemellaggio” con Trento attraverso la Fida (Federazione Italiana artisti), per la mostra “To build castle in the air”, nella splendida scenografia di Castel Roncolo.
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