LAIVES. E' proprio vero che gli amici, quelli veri, si vedono nel momento del bisogno. E in questo caso, tutto parte dal periodo delle risate, quello del carnevale, e arriva a un periodo di difficoltà, di tristezza. Tutto nel segno dell’aiuto. Tra i gruppi carnevaleschi di Laives e quello di Finale Emilia, il legame di amicizia dura da almeno 15 anni ed è stato quindi del tutto naturale - come spiega il presidente del Nuovo gruppo carnevalesco di Pineta, Cesare Zenorini - attivarsi immediatamente dopo le prime, drammatiche notizie sul terremoto in Emilia, per dare una mano agli amici di Finale, uno dei paesi più duramente colpiti dal sisma.

«Con gli amici di Finale Emilia - ci dice Cesare Zenorini - condividiamo la passione per il carnevale: noi con la nostra sfilata per le vie di Laives, loro con il carnevale dei bambini di Finale Emilia. Ci siamo conosciuti ormai quindici anni orsono, partecipando al tradizionale mercato di Reggio Emilia dove ogni anno i gruppi si scambiano maschere e allestimenti. Per questo, saputo del terremoto, ci siamo subito messi in contatto con gli amici di Finale Emilia per vedere se avevano bisogno di qualcosa. Li abbiamo trovati demoralizzati, come era prevedibile dopo una cosa del genere, così ci è venuta l'idea di ospitarli qui da noi per un po'. Abbiamo chiesto al sindaco Liliana Di Fede e all'assessore Dario Volani se era possibile utilizzare per un periodo la bella struttura comunale che c'è a La Costa - Seit, accanto alla chiesa, e ce l'hanno messa a disposizione. Ci sarebbero stati una trentina di posti, volendo, ma sono arrivati in otto, mentre gli altri hanno trovato soluzioni alternative sulla riviera romagnola, da parenti e amici».

A La Costa si trova quindi la famiglia Zucchi, di Finale Emilia, che rimarrà fino a venerdì, ospite del gruppo carnevalesco e del Comune. E questa sera il gruppo emiliano sarà al giovedì lungo di Pineta per fare festa insieme alla comunità locale e anche per raccogliere fondi attraverso la vendita di magliette. La terribile esperienza del terremoto non è stata dimenticata: «La nostra casa è proprio accanto alla chiesa - dice la signora Zucchi - e la prima scossa di terremoto ha fatto crollare parzialmente l'edificio, minando anche la tenuta del campanile. La nostra casa fortunatamente ha retto, riportando solo delle crepe, ma i vigili del fuoco ci hanno sconsigliato di rientrare fino a quando non verrà messo in sicurezza il campanile. La prossima settimana torneremo in paese, senza certezze sulle prospettive future che ci attendono: si parla di tendopoli e di prefabbricati temporanei, ma noi speriamo proprio di poter rimettere a posto le nostre case e di tornare alla normalità dopo avere peregrinato qua e là in sistemazioni provvisorie presso parenti e amici».

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