MERANO. Raccontare sessant’anni di vita di una compagnia teatrale, ancorché formata da non professionisti, da cittadini amanti del teatro, è come raccontare un frammento socio-culturale di una città come Merano. Un frammento importante che va giustamente a incastonarsi tra le manifestazioni che proprio quest’anno celebrano i 700 anni della città del Passirio.

La festa del Piccolo Teatro Mario Tartarotti – accanto a frammenti di rappresentazioni, in scena al Puccini domani alle 16.30 nella rassegna Uilt Città di Merano – è in realtà già iniziata in occasione della presentazione ufficiale dell’evento con un ricco buffet (che sarà replicato al termine della rappresentazione di domani) e vedrà coinvolta in una sorta di gemellaggio tra nord e sud anche l’associazione Fare Calabria presieduta da Bernardina Ranieri.

Romano Cavini, alla guida del Piccolo Teatro Mario Tartarotti da una decina d’anni, e il sindaco Paul Rösch (presente anche il suo vice Andrea Rossi) hanno sottolineato l’ indiscutibile ruolo svolto dalla compagnia fondata da Tartarotti e da Clemente Casagrande.

Il protagonista indiscusso di questa storia è stato Mario Tartarotti, che ricordava gli inizi negli spazi del vecchio oratorio di Santa Maria Assunta, quando nella recita si cimentava pure lui con la compagnia Aurora.

Era il 1954 e gli attori erano solo maschi, poiché alle donne era sconsigliato recitare. Mario riuscì a rompere questo tabù portando in scena Lidia Casagrande (in seguito sua moglie e partner della coppia inscindibile del Piccolo), Erika Fuchs (che avrebbe avuto una carriera internazionale come attrice) e l’indimenticabile Bianca Moro. Nel frattempo era stato fondato il Piccolo. Forse il momento più alto e significativo fu la partecipazione per tre volte al Festival Nazionale di Pesaro, dove nel 1970 con “Finale di partita” di Samuel Beckett, ottenne il primo premio per la regia e due secondi premi.

Decennio dopo decennio, furono coinvolti nuovi attori. Nel 1976, tra le fila del Piccolo passò anche Roberto Cavosi, oggi uno degli autori di teatro più importanti della scena italiana. E un’altra figura significativa fu Bruno Bugiani, per anni alla corte di Eros Ramazzotti, ma anche nello staff dello stilista Versace. Accanto a loro, tantissimi altri personaggi forse minori, ma non meno importanti. Figure che contribuirono alla crescita culturale cittadina.

Da circa dieci anni, il timone è nelle mani di Romano Cavini, subentrato alla scomparsa del regista e fondatore. E proprio grazie a lui il Piccolo, ripercorrendo il sentiero tracciato, continua a ottenere consensi anche a livello nazionale.

L’appuntamento di domani, dunque, ripercorrerà le diverse fasi vissute, tra cui quella più recente con protagonisti della fase attuale, Laura Andrian, Alfonso Risco, Luise Lutt, Sandra Lando, Gerardo Zacchino, Roberto Nahum e altri.

I sessant’anni del Piccolo rivivranno anche in una mostra fotografica esposta al Puccini domani in occasione dello spettacolo, quindi la mostra " 60 anni di palcoscenico...un viaggio di emozioni nella nostra storia" sarà visitabile da martedì 21 febbraio a sabato 4 marzo al Centro per la cultura in via Cavour. Orari: da martedì a sabato 11-13 e 16-22.30. Lunedì e domenica chiuso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA