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BOLZANO.
Una delle famiglie di commercianti più note della città, di più, una vera e propria dinastia, legata a tutto ciò che gira attorno alle ruote, dalle biciclette alle motociclette alle automobili. Sono i Mich, che ora hanno perduto uno dei loro storici pilastri: Bruno, 91 anni, figlio del capostipite, Vigilio. Ne danno notizia la moglie Ivana, i figli Luca e Anna, i nipoti. La messa in suffragio verrà celebrata nella giornata di domani, 9 gennaio, alle ore 14 nella chiesa parrocchiale di Gries, con successivo funerale al cimitero di Oltrisarco.
Bruno, classe 1923, malato da tempo, era figlio di Vigilio, il fondatore della dinastia commerciale. Come racconta il nipote, Stefano Mich, che oggi gestisce il suo negozio di biciclette elettriche all’angolo tra viale Druso e via Palermo, l’attività della Mich iniziò addirittura nel lontano 1898, quando il bisnonno di Stefano, nonché padre di Bruno, inizio l’attività di officina meccanica, con annesso negozio di vendita di biciclette, grammofoni e macchine da cucire. Insomma, tutto ciò che aveva a che fare con le ruote e con i pedali, le manovelle e le pedivelle. Il fondatore della ditta, Ludovico Vigilio Mich, aveva aperto la sua prima attività in quel di Merano.
Dopo la prima guerra mondiale, nel 1921, la ditta si trasferì a Bolzano, dove, in via Goethe, sempre Ludovico Vigilio aprì un nuovo negozio, dove oltre agli articoli già in precedenza venduti a Merano, cominciò a commercializzare anche le celebri moto Garelli, ossia le prime motociclette, per allora assai innovative, dotate di trasmissione a cinghia.
Nel 1931 arrivò una seconda location, sempre a Bolzano, in quella che oggi è via Laurino, in centro, ma che allora si chiamava via del Littorio.
Il negozio vero, però, il Mich che ancora tutti in città ricordano, fu quello successivo, che rimase aperto ininterrottamente dal 1935 addirittura fino al 1990. Era il negozio di quella che allora era via Ospedale e che oggi si chiama largo Kolping. Era proprio di fronte all’attuale casa Kolping, nello storico edificio anni Trenta, sotto gli archi. Per decenni venne considerato in assoluto il più fornito negozio del suo genere dell’intero Alto Adige. gestito in primis da Vigilio, vide però soprattutto in attività i suoi figli, Mario, padre di Stefano, e poi suo fratello Bruno. I bolzanini che hanno superato gli anta se lo ricordano: si vendevano biciclette Bianchi, Atala, Freyus, Bottecchia, Wilier e (per chi se le ricorda) le Latemar. E poi c’erano le moto. Morini, Bianchi, Rumi, Puch, Nsu, Honda, Fantic. Era Bruno, a stare sempre in negozio, a due passi da piazza Domenicani. La Mich, poi, nel 1965, in via Claudia Augusta, con Mario diventò anche concessionaria di auto: Innocenti, Leyland, Jaguar, Rover, Land Rover, Triumph. E di roulotte, Elnagh e Lander. Nel 1971, la nuova concessionaria di via Galilei: Innocenti, Leyland e, soprattutto, la Ford.©RIPRODUZIONE RISERVATA


