BRESSANONE. Un grande appassionato di sci da fondo e bicicletta, nonché un instancabile lavoratore e padre esemplare. Tutti lo ricordano così Ugo Tonon, il 69enne brissinese scomparso a seguito di una terribile malattia che indubbiamente ha lasciato un grande vuoto nella comunità cittadina dove da sempre era molto attivo. Inutile descrivere il profondo cordoglio che si è venuto a creare nelle prime ore di ieri mattina in città quando la notizia della scomparsa del 69enne ha cominciato a passare di bocca in bocca.

Originario di Santo Stefano di Cadore nella provincia di Belluno, l'albergatore è cresciuto nella città vescovile ma nel cuore aveva sempre il suo Veneto a cui era legato e non faceva mai passare un'occasione per sottolinearlo nei suoi discorsi. Difficilmente si presentava a suoi clienti con il broncio, al contrario aveva sempre un sorriso per tutti anche al bar e nel tabacchino dove ha sempre lavorato senza mai stancarsi. Ugo lo si trovava immancabilmente nel bar e nel tabacchino del suo Tourist Hotel, e nel vicino centro scommesse.

«Instancabile, sempre a sistemare fiori e pulire davanti al suo albergo per far sì che nulla fosse fuori posto – così lo ricordano alcuni amici che lo andavano spesso a trovare per un caffè e leggere le ultime notizie sui quotidiani. Aveva preso le redini del Tourist Hotel e del bar dai genitori e lo aveva reso uno dei punti di riferimento di una grossa fetta di cittadini che puntualmente si ritrovavano nel suo bar per un caffè, una scommessa o per tentare la fortuna con un gratta e vinci. Il bar Tonon infatti, è da sempre noto anche come uno dei locali più fortunati della regione proprio a seguito delle alte vincite dei gratta e vinci.

Assieme alla sua compagna Ines ha avuto tre figli, di cui due gemelli: Alessandro è un noto avvocato di Bolzano, Stefano è commercialista nello studio Pichler di Bressanone, mentre Renzo lavora nell’albergo di famiglia. Anche il fratello di Ugo, Bruno (colonna del Millan Club nei tempi eroici), è albergatore: oggi si occupa con successo dell'hotel Belvedere, poco sopra la città di Bressanone.

Una delle ultime apparizioni pubbliche sul nostro quotidiano, oltre alle sue innumerevoli imprese sportive compiute a livello amatoriale, comprese quelle legate alla partecipazione alla Marcialonga (uno dei pochi ad entrare nel club di coloro che l’hanno disputata trenta volte), era riferita al progetto del collegamento funiviario fra la città e la Plose. Nel 2011, in occasione di una intervista si era detto favorevole ad un migliore collegamento della città con la montagna di casa nostra, non esponendosi troppi sul sito di partenza ma sottolineando una partenza lontana dal centro per evitare il sorvolo della città.

Ma Tonon non si occupava di politica: lui lo trovavi a sistemare un vaso, a bagnare i fiori, a pulire la strada per dare al suo albergo, ma anche alla sua città, sempre un’immagine di accoglienza e di ospitalità. Al mattino per i tanti amici era d’obbligo una tappa da lui pe run caffè ma soprattutto per quattro chiacchiere, in modo da cominciare bene la giornata. Un appuntamento che mancherà a molti.

Il rosario si terrà nella serata di oggi alle ore 18 nella nuova cappella del cimitero di Bressanone; il funerale è stato invece fissato domani alle 15 nella chiesa parrocchiale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA