BOLZANO. «Gli ospedali di periferia non saranno smantellati, ma potenziati»: a garantirlo è stato ieri il presidente della giunta provinciale Arno Kompatscher, che assieme all’assessora Martha Stocker ha presentato il nuovo Piano sanitario provinciale (l’approvazione definitiva è prevista a novembre), che ora passerà al vaglio anche dei Comuni. Il Piano (risaliva al 1999) non tocca diversi temi caldi – dai punti nascita negli ospedali delle valli alla conferma di neuroriabilitazione a Vipiteno – ma fa ordine sulle prestazioni di base (ma anche su quelle accessorie e specialistiche) che saranno garantite nei sette nosocomi altoatesini.

Le prestazioni di base. Saranno garantiti ovunque Medicina interna, Chirurgia, Ortopedia-Traumatologia, le prestazioni ambulatoriali e pronto soccorso. Si tratta di prestazioni sanitarie di carattere generale di cui usufruisce il 70-80 per cento dei pazienti nel comprensorio di riferimento. «Il nostro obiettivo - ha sottolineato Martha Stocker - è garantire un’assistenza di base unitaria e omogenea su tutto il territorio».

La formula: un’ospedale, due sedi. Per poter assicurare lo stesso ventaglio di prestazioni di base nei sette ospedali, anche alla luce della carenza di personale specializzato, gli ospedali dovranno rafforzare la collaborazione in rete proponendosi come «un ospedale con due sedi». In periferia, pertanto, San Candido lavorerà assieme a Brunico, Vipiteno con Bressanone e Silandro con Merano.

Le prestazioni specialistiche. Accanto alle prestazioni sanitarie di base, nelle strutture ospedaliere saranno offerte anche prestazioni specialistiche per il singolo comprensorio o per tutto il territorio provinciale. Ecco allora che Brunico avrà un servizio di reumatologia di rilevanza provinciale, mentre chi vorrà il meglio per la chirurgia della mano dovrà andare a Silandro. A San Candido, tra la prestazioni aggiuntive, viene garantito «un servizio per la salute delle donne pusteresi», a Vipiteno resterà probabilmente neuroriabilitazione (Kompatscher ha dato per probabile la firma di una nuova convenzione ndr), mentre a Silandro ci sarà anche la colangiopancreatografia endoscopica retrograda, che permette di studiare i dotti che portano all'intestino, la bile e i succhi del pancreas.

Posti letto invariati. L’ultimo Piano sanitario provinciale risaliva addirittura al 1999, mentre quello presentato ieri per sommi capi varrà per il periodo compreso tra il 2016 e il 2020. «Non sono previsti - ha assicurato l’assessore Martha Stocker - nuovi posti letto, perché il tasso di copertura degli stessi non è stato ritenuto eccessivamente elevato dagli esperti».

Trecento proposte. I collaboratori del comparto sanitario, le parti sociali, i privati ma anche le organizzazioni dei pazienti, hanno fatto pervenire oltre 300 proposte al gruppo di esperti – Wolfgang Bayer, Michaela Moritz e Francesco Longo – che ha rielaborato il Piano, definendo basi e campi di intervento in una serie di settori tra cui il riordino clinico, l'assistenza sul territorio, la prevenzione e la riabilitazione.

È partito l’iter. In questi giorni la proposta di Piano elaborata dagli esperti verrà pubblicata online e in forma cartacea dalla ripartizione sanità, dal Consiglio dei Comuni e dai 116 Comuni altoatesini. Sono previsti anche incontri pubblici e audizioni. Da luglio tutti gli altoatesini ma anche enti e associazioni avranno 30 giorni di tempo per inoltrare le loro osservazioni. «È importante che arrivino proposte concrete di integrazione al Piano elaborato dagli esperti», ha spiegato Martha Stocker. «Approveremo, poi, il documento, in giunta provinciale tra ottobre e novembre».

I tre settori chiave. L’attenzione del gruppo di esperti riguarda tre settori strategici: l’assistenza sanitaria di base, l’assistenza sul territorio e la rete ospedaliera provinciale.

Una direzione unica per due sedi. Per quanto attiene la rete ospedaliera provinciale è prevista un’armonizzazione dell’offerta delle prestazioni sanitarie fornite dagli ospedali di base (Silandro, Vipiteno, San Candido) e dagli ospedali aziendali (Merano, Bressanone, Brunico) secondo il principio «un ospedale, due sedi». I reparti e il personale saranno gestiti da una direzione unica con un responsabile in ciascuna delle due strutture. La riduzione dei posti letto per acuti sarà compensata dalla modifica dei posti letto per post acuti e dai ricoveri temporanei. C’è poi l’ospedale di Bolzano, che potrebbe trarre giovamento dal nuovo assetto. La pianificazione di case di riposo e strutture per anziani sarà riferita al fabbisogno previsto nel 2030.

Arriva il 112. Gli altri punti centrali del Piano sono il riordino della rete del soccorso d’urgenza (compreso il passaggio al numero unico 112), il potenziamento dei servizi riabilitativi a domicilio e un’assistenza unitaria a livello provinciale per mamma e neonato durante la gravidanza e dopo la nascita.

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