BOLZANO. Laureati, motivati e pronti a mettersi alla prova. Ecco i cacciatori di fondi europei formati da un corso organizzato a Bolzano da Federsolidarietà. Seicento milioni di euro ogni 7 anni come programmi comunitari per l’Alto Adige sono una bella somma: si tratta, però, di saperli utilizzare al meglio. E di avvicinare il mondo delle imprese a «maneggiare» questi finanziamenti.

Desiderosi di (ri)entrare nel mondo del lavoro da protagonisti, con un’età compresa tra i 23 ai 55 anni. Sono i 16 protagonisti del progetto «Euro Desk-Fse», il percorso formativo completamente gratuito organizzato per formare esperti in euro-progettazione. Si tratta di sedici profili di alto spessore che, vista la grande quantità di domande pervenute a Federsolidarietà, hanno dovuto affrontare una dura selezione per essere ammessi al corso: in possesso di titolo di laurea, ottimi conoscitori della lingua inglese, saranno i «fundraiser» di domani, pronti a dare una mano a aziende profit e no-profit nel reperimento di fondi europei che portino nella nostra provincia sviluppo e innovazione. Il corso è iniziato ieri e proseguirà fino a settembre. Questi i nomi dei 16 corsisti: Emilio Vettori; Sabine Plankensteiner; Irena Hasanbelli; Roberto Marcone; Guido Zabini; Franca Santarossa; Deborah Pintimalli; Renato Della Mea; Morena Agostini; Berna Agolli; Yezzelyn Janielu Gordillo; Jonas Werth; Diego Sinn; Nicolò Laratta; Darma De Pretis; Maria Grazia Kratter.Tra i docenti: Andrea Rossi, Paolo Gumier, Davide Russo, Andrea Bianchi.

Il corso è strutturato in tre parti: una prima fase di aula, della durata complessiva di 136 ore, articolato in 6 moduli di lezioni frontali che, iniziate ieri, termineranno il 12 giugno. Una seconda fase di «project work», della durata complessiva di 150 ore il cui inizio è previsto il 3 giugno e terminerà il 31 luglio. È questa la fase forse più interessante dell’intero progetto: i partecipanti infatti lavoreranno in 2-3 gruppi di lavoro ciascuno dei quali sarà assegnato ad un’attività di consulenza erogata nei confronti di un’organizzazione pubblica o privata della provincia di Bolzano. È prevista inoltre una terza fase di stage avrà una durata complessiva minima di 320 ore. Lo stage è considerato come prolungamento ideale dell’attività didattica di aula e «project work», tuttavia il suo svolgimento non è garantito dal corso. L’inizio e il termine dello stage, così come eventuali prolungamenti, saranno a discrezione delle organizzazioni ospitanti. L’inizio è previsto comunque non prima di settembre. Il percorso intende formare il profilo professionale dell’esperto in europrogettazione. Chi è? Un professionista dotato delle conoscenze e delle competenze tecniche necessarie per conoscere, utilizzare e gestire i fondi comunitari.

«I finanziamenti europei rappresentano già, e lo saranno sempre di più, una delle principali risorse economiche delle aziende altoatesine. Per “conquistare” tali risorse c’è bisogno di una figura professionale che si sta ritagliando un ruolo di giorno in giorno più importante: l’esperto in europrogettazione», chiude Paolo Tanesini, presidente di Federsolidarietà Alto Adige.