BOLZANO. Il nano da giardino incastrato nelle porte dell’autobus, i nostri concorrenti vestiti da zebre, leoni e giraffe, i vostri morsi a un sandwich a quattro piani... sarebbero tantissime ancora le foto da pubblicare della maratona fotografica che vi ha visti impegnati in piazza Walther e dintorni sabato pomeriggio. Quelle che vedete qui affianco però, sono quelle che sono state selezionate, ad insindacabile decisione della giuria, come le vincitrici del concorso del nostro settantesimo anniversario.

Due ore e mezza di tempo, venticinque “tracce” da seguire e circa cento partecipanti: sono questi i numeri intorno ai quali si è svolta la caccia al tesoro più simpatica degli ultimi tempi. I premi sono stati consegnati ieri mattina nella sala di rappresentanza del Comune, dal presentatore Niccolò, dell’associazione Disturbo che ha organizzato l’evento, e dal direttore del nostro giornale Alberto Faustini.

E come sempre hanno vinto l’entusiasmo, l’originalità e la creatività dei nostri lettori, che di anno in anno continuano a regalare immagini di Bolzano da punti di vista inesplorati, mettendoci dentro autoironia e leggerezza, come il team “Hangover”, vincitore del premio per il miglior travestimento (praticamente due sosia dei personaggi del film che in Italia è uscito col titolo “Una notte da leoni”).

Premiata la velocità, con i venticinque scatti effettuati nel minor tempo (ed in questo le “Spongebobbine” non hanno avuto rivali), e premiata la qualità complessiva del lavoro fotografico, categoria in cui il team “Kairo” ha raggiunto livelli altissimi. Con la foto «Rafiki», che doveva essere una messa in scena del momento del Re Leone in cui il piccolo cucciolo viene sollevato al cielo per essere presentato al suo popolo, ha vinto il gioco di squadra del team “Zanoner”, guardare per credere.

Il ritratto in stile McKurry vincente è stato scelto a suon d’applausi dalla platea durante la premiazione: è quello del team “Ciorciola”. E poi ancora Instagram, il litigio con la propria ombra, il “sono rimasto incastrato”... una sfilza di scatti che hanno dato colore e sorrisi al festival e divertito chi li ha eseguiti tanto quanto chi ha avuto il piacere di guardarli.

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