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BOLZANO. Klaus Ladinser ha perso il sorriso la notte delle elezioni. Il vicesindaco è cupo, preoccupato. La Svp è andata male alle comunali (meno 3,75 per cento sul 2010). Ladinser ha perso 765 preferenze. Resta il più votato del consiglio comunale (1382), consolazioni che non lo riguardano. La sua voce è stata determinante nel diktat sull’esclusione degli ecosociali. È stato Ladinser a favorire l’ingresso di sette candidati benkiani nella lista Svp: eletta solo Anna Pitarelli, gli altri collocati nella parte bassa delle preferenze. Ladinser fa il conto con strategie finite male e un ballottaggio da vincere. Nel suo ufficio in municipio ieri mattina Ladinser ha raccontato con onestà la situazione. Rivendica le scelte e sugli ecosociali conferma il veto.
Non sempre si può vincere al primo turno.
«Questo progetto era per vincere subito. Per me e per la Svp la partita significava presentarsi al voto con un programma definito, per avere una possibilità definita di governare. Non è stato accolto. Vedremo come venirne fuori».
Domani sera (oggi, ndr) si riunirà la Svp di Bolzano. Qual è l’ordine del giorno?
«Riflessione sui risultati e preparazione del ballottaggio. Siamo delusi, ma dobbiamo riprendere le forze e mobilitarci per portare i nostri elettori al voto il 24 maggio, cioè a Pentecoste. Spagnolli avrà bisogno di ogni voto».
Partite con notevole vantaggio. Spagnolli al 41% e Urzì al 12%.
«Un ballottaggio non va mai sottovalutato, perché va oltre i concetti partitici. Bisogna stare molto attenti».
Perché gli ecosociali dovevano stare fuori?
«Il tema è portare avanti progetti che attendono e indirizzi che ci stanno a cuore. Gli ecosociali dicono che il programma di Spagnolli va riscritto, perché non è abbastanza di sinistra. Sono visioni difficili da comporre. L’ha capito anche Spagnolli che la diversità dei punti di vista è troppo grande e l’ha sentito anche il nostro elettorato».
Le differenze più marcate?
«Negli scorsi anni abbiamo puntato molto sulla sistemazione del bilancio, ottenendo il dimezzamento del debito. Ora bisogna capire che colpire ancora i cittadini con Imi, addizionale Irpef e tariffe significa dissanguare il privato e mettere tutto sul pubblico. Io sono per lasciare il denaro nelle tasche delle famiglie».
Questo significa toccare i servizi pubblici, per recuperare il denaro necessario per ridurre le tasse, ribattono gli ecosociali.
«Chiaro. C’è una evidente differenza di visioni. Non è solo Benko».
È la linea della Svp o di Ladinser?
«È la mia visione, condivisa da buona parte del partito».
Cosa succederà ora?
«Spagnolli andrà da solo fino al ballottaggio per capire cosa pensa la città della sua proposta e di quella di Urzì. Noi diciamo che il nostro progetto è il migliore».
Vincete: come arrivate da 19 a 23 consiglieri di maggioranza?
«Ci ragioneremo. Dovremo fare in modo che la città sia ben governabile».
È vero che c’è un canale aperto con la Lega?
«Non ne sono informato. In questo momento si muove tutto il mondo politico».
È possibile una alleanza con forze di centrodestra?
«È tutto troppo teorico ora. Dipende dal ballottaggio, perché un sindaco vincitore con il 70% ha una forza diversa da un sindaco con il 51%».
E lei?
«Sono sereno. Consapevole che sono anch’io sotto valutazione».
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