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BOLZANO. All’ora di pranzo la rottura era consumata. L’attuale alleanza del Comune scadrà il 10 maggio, data delle elezioni comunali. Gli ecosociali non appoggeranno Spagnolli. Parteciperanno con un proprio candidato sindaco, anzi una candidata, che verrà presentata domani. Sarà, salvo sorprese, Cecilia Stefanelli, la giovane funzionaria provinciale e consigliera di circoscrizione dei Verdi. Il nome era stato scelto lunedì. L’incontro di ieri con Spagnolli non ha spostato nulla. La candidata ecosociale verrà sostenuta dalle liste di Verdi, Sel e da «Sinistra per Bolzano - Con Gallo», la civica promossa da Rifondazione comunista e dall’assessore Luigi Gallo. Il congedo è freddo. Comunicati delle due parti in cui si attribuisce agli altri le ragioni dello strappo. Spagnolli e la capogruppo del Pd Franca Berti annunciano tuttavia che «la porta rimane aperta». Allo stato attuale, Luigi Spagnolli verrà sostenuto al primo turno dal Pd, dalla sua lista civica e dalla Svp (decisione non ancora votata). Proprio la lista civica è una delle ragioni dello strappo. «Il gruppo ecosociale ha ritenuto di volersi proporre come partner esclusivo di Pd ed Svp nella coalizione, cancellando la possibilità di ulteriori liste di sostegno». Guido Margheri (Sel) replica: «Parliamo di una lista civica che rappresenta il peggiore trasformismo, difesa dal sindaco con fervore». Aggiunge Brigitte Foppa (Verdi): «La civica di Spagnolli è uno degli strumenti usati per eliminarci dalla coalizione». Alla riunione, durata oltre due ore, hanno partecipato Spagnolli e Franca Berti (capogruppo del Pd). Per gli ecosociali sono arrivati Foppa, Margheri, Gallo, Patrizia Trincanato, Rudi Benedikter e Gianfranco Maffei e Gabriele Benatti. La sera prima la segreteria aveva dato mandato a Spagnolli di provare a salvare l’alleanza con gli ecosociali. Subito dopo si era tenuta una riunione sul programma tra Pd ed Svp. Incombe sempre, tra l’altro, il caso Laives, con il timore fondato che senza ecosociali Liliana Di Fede perda la poltrona di sindaco. «E adesso qualcuno, nel Pd e anche nella Svp, e inizia a temere che senza di noi sfumi la vittoria di Spagnolli al primo turno», riferisce Margheri dopo la rottura, «ma bombardarci ora di messaggi è fuori tempo massimo». Spagnolli ha presentato agli ecosociali la bozza di programma. Tra i punti, l’ipotesi di una revisione della «lex Benko» (vaga, secondo gli ecosociali), la riduzione delle aliquote Imi e un passaggio sulle esternalizzazioni (nel sociale, ipotizza Margheri). Spagnolli e Franca Berti sottolineano: «Sono stati evidenziati gli aspetti che hanno unito la coalizione attuale di governo della città ma anche quelli, in particolare riferiti a recenti episodi della campagna elettorale, che generano difficoltà all'unirsi ancora in vista delle elezioni di maggio». E ancora: «Il sindaco e il Pd hanno ribadito la piena consapevolezza e volontà che a governare la città nei prossimi cinque anni debba essere una coalizione di centrosinistra più Svp, che porti avanti, con le diverse sensibilità, i temi che si condividono essere i più importanti». Secondo gli ecosociali invece non c’erano margini per ritrovarsi, anche se alcuni di loro, come Benedikter, sono stati più possibilisti. Dura Brigitte Foppa: «Spagnolli è arrivato troppo tardi. Quello di oggi (ieri, ndr) è stato un tiepido tentativo dovuto». Gli ecosociali proporranno «una coalizione di centrosinistra per ridare un governo propositivo alla città». Tra le ragioni della rottura citate, il lavoro solo Pd-Svp sul programma, «l’ambigua costruzione della lista civica con contorni politici per noi non condivisibili», e ancora «la scelta del sindaco di insistere su modelli di sviluppo urbano che vedono il pubblico subalterno a gruppi di interessi privati».
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