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BOLZANO. I carabinieri dei Ros hanno consegnato ieri la relazione tecnica sugli accertamenti informatici disposti dal procuratore capo Guido Rispoli sui computer e sulle memorie elettroniche sequestrate e copiate dagli inquirenti la scorsa estate nell’ambito della maxi indagine sul business dell’energia. L’incartamento sarà a disposizione delle parti a partire da domani. Gli inquirenti hanno complessivamente controllato qualcosa come 50 mila files dai quali sono emersi, come noto, nuovi elementi di accusa per la gestione delle gare per le concessioni di dodici impianti idroelettrici. Nel mirino della magistratura ci sono soprattutto le gare decise nella seduta di giunta del 30 dicembre 2009. La nuova documentazione in mano agli inquirenti sembra dimostrare che la Sel avrebbe goduto di un trattamento illegittimo avendo avuto la possibilità di modificare i progetti ambientali ben oltre la scadenza dei termini di prestazione. Ora l’inchiesta dovrà fare chiarezza anche su un altro pesante sospetto e cioè che i vertici della Sel (con la compiacenza degli uffici provinciali che avrebbe dovuto tenere una posizione super partes), siano riusciti anche a verificare i progetti messi a punto dai soggetti concorrenti prima di adeguare i propri per risultare sempre vincente. Nel frattempo il procuratore Rispoli sta mettendo a punto il primo appuntamento processuale in aula previsto per il 15 ottobre. Si tratta della prima udienza a carico dell’ex assessore provinciale Michl Laimer e dell’ex direttore generale di Sel Maximilian Rainer in relazione alla concessione per la centrale di Sant’Antonio. Gli ultimi sviluppi dell’inchiesta non dovrebbero mettere in discussione l’avvio regolare del processo. Sembra scartata l’ipotesi di un possibile accorpamento dei possibili nuovi procedimenti per i quali saranno comunque necessarie ulteriori verifiche ed indagini prima di poter formulare un nuovo capo d’imputazione per ipotesi di condotte abusive anche nella gestione di altri undici concessioni (oltre a quella per Sant’Antonio). La Procura ha anche già disposto l’invio della nuova documentazione alla Procura regionale della Corte dei Conti sulla base del protocollo di collaborazione messo a punto qualche mese fa. In sostanza per assessori e funzionari coinvolti nella gestione non corretta delle concessioni si preannunciano richieste risarcitorie pesantissime per danno erariale.
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