BOLZANO. Il Superbonus 110% in Alto Adige? «Un flop», secondo gli artigiani della Cna. Stando ai numeri resi pubblici ieri dalla Cgia di Mestre dall’introduzione del bonus al 31 agosto scorso le asseverazioni depositate in regione sono state pari a 11.342 su un totale di 210.936 edifici residenziali, ovvero una percentuale del 5,4%. Siamo sopra la media italiana del 4,1%: il punto è che gli oneri a carico dello Stato (detrazioni per lavori conclusi) sono stati pari - sempre in regione - a 3,3 miliardi di euro, ovvero oltre 292mila euro per asseverazione (media italiana di 247mila euro). «Tanti soldi per fare pochi interventi di recupero», secondo il presidente di Cna regionale, Claudio Corrarati. «Le ristrutturazioni, in gran parte, sono state fatte sulle villette singole e non sugli edifici che ne avevano bisogno. E questo è stato un grosso problema. Il bonus ha creato delle difficoltà ai conti dello Stato, quando avevamo sempre detto che il 110% era un’esagerazione», spiega Corrarati. In effetti gli oneri complessivi a carico dello Stato sfiorano i 123 miliardi di euro. Va ricordato che, ad oggi, gli immobili che dal luglio 2020 hanno beneficiato di questo provvedimento in Italia sono stati poco meno di 500mila. Pertanto, considerando che nel Belpaese gli edifici residenziali sono circa 12,2 milioni, l’Ufficio studi della Cgia stima che il cosiddetto Superbonus abbia interessato appunto solo il 4 per cento del totale degli immobili ad uso abitativo presenti nel Paese. «In un momento così delicato, dove con la prossima legge di bilancio verranno chiesti sacrifici a tutti, aver speso oltre 6 punti di Pil per efficientare uno sparuto numero di abitazioni, fa arrabbiare chiunque abbia un minimo di buon senso», così la Cgia. In linea generale, con il cosiddetto 110% lo Stato ha speso una cifra molto elevata, migliorando l’efficienza energetica di una quota infinitesima di edifici presenti nel Paese. «Ma, stando alle prime indiscrezioni, sembrerebbe aver favorito maggiormente i proprietari di immobili con una buona/elevata capacità di reddito, anziché rivolgersi in via prioritaria alle famiglie meno abbienti che, in linea di massima, presentano una probabilità maggiore di risiedere in abitazioni in cattivo stato di conservazione e con un livello di efficienza energetica molto basso», ancora gli artigiani di Mestre.

«Adesso è chiaro che ci ritroviamo un parco di edifici privati incredibilmente ancora in condizioni non adeguate a livello energivoro e con il rischio che il comparto si possa bloccare, senza bonus. C’è preoccupazione, nelle associazioni di categoria, per un possibile calo importante a livello di lavori edili», sottolinea il presidente della Cna regionale. «Dobbiamo cercare di riprendere le misure che erano stata fatte in provincia di Bolzano per fare in modo che i condomìni, soprattutto a Bolzano, possano iniziare lavori di risanamento per avvicinarci ai vincoli europei del prossimo futuro», ancora Corrarati. «Purtroppo con il Superbonus 110%lo Stato ci ha messo una barca di soldi andati a pochi edifici, spesso quelli piccoli. Senza contare che i prezzi dei materiali nel periodo del Superbonus erano alle stelle non solo per la congiuntura internazionale. Occorre dire che al netto delle vallate, dove si è costruito sempre ad alti livelli, sono restati fuori i centri e soprattutto Bolzano», dice Corrarati. «Non fermiamo la politica del risanamento», è l’appello che viene rivolto alla Provincia. Per la Cna, «occorre rivedere anche i protocolli di CasaClima che a volte fanno spendere tanto per arrivare ad ottenere le certificazioni».M.D.