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EGNA. Ieri nel tardo pomeriggio, dopo una giornata di pioggia battente, un'altra pioggia, ma di birra, spillata dal sindaco Horst Pichler, ha bagnato le autorità presenti all'apertura ufficiale della 42esima edizione della Festa dei Portici di Egna, la rassegna popolare più vecchia dell'Alto Adige. Il primo cittadino del capoluogo della Bassa Atesina a colpi di mazzuolo ha spillato la bionda bevanda da una botte, dando così il via ufficiale ai festeggiamenti che si protrarranno fino a domani sera, domenica. Il comitato organizzatore, nonostante la giornata di maltempo, peraltro previsto, non ha dubbi: oggi e domani splenderà un sole cocente sulla Festa dei Portici e la gente affluirà numerosa da tutti i centri della Bassa Atesina ma anche dal vicino Trentino.
Perché questa rassegna, nonostante la sua età, è in grado di rinnovarsi anno dopo anno, al contrario di altre manifestazione anche di centri vicini. Ricordiamo, tanto per fare un esempio, ma non polemica, la difficoltà degli organizzatori della Festa dei Portoni di Salorno e dell'altra festa di Ora che ha avuto un grande riscontro di pubblico negli anni passati: due manifestazioni che purtroppo risentono attualmente di una certa stanchezza. Ad Egna, ogni anno sotto i portici c'è qualcosa di nuovo.
E questo, grazie all'intuizione del Comitato organizzatore e dei presidenti delle varie associazioni del paese che hanno saputo, fra l'altro, coinvolgere moltissimi volontari.
In questa edizione, Giorgio Nones, l'ex vice sindaco e membro attivo del Comitato, ci ha riferito che sono almeno 800 le persone che fanno parte attiva nell'organizzazione e che si prestano, per almeno una settimana, all'allestimento degli stand, al contatto con i visitatori e al riordino immediato a fine festa.
C'è poi un segreto che dà lustro a questa manifestazione: per una settimana, dall'allestimento della festa, allo svolgimento e allo smantellamento a brindisi ultimato, attriti, polemiche, brontolii fra i componenti delle varie associazioni di lingua italiana e di lingua tedesca, sono accantonati. Tutti lavorano sodo, fianco a fianco, per la riuscita della rassegna, per accontentare i visitatori, per dare loro qualche ora di svago, dimenticando, se possibile le preoccupazioni che assillano i nostri giorni. Poi, l'obiettivo finale, è cercare di incamerare nelle casse qualche fondo in più, cancellato purtroppo da Comune e Provincia per la nota ristrettezza economica, al fine di continuare le attività sociali, ricreative e sportive in paese.
Si prospettano quindi altri due giorni di grandi festeggiamenti ad Egna: di musica, popolare e moderna; di alta e varia gastronomia offerta dai vari stand delle associazioni e di tanto folclore. Come l'anno scorso, si è pensato anche di non annoiare i visitatori più piccoli. Ed ecco intervenire, con un pacchetto di numerose attività ludiche, il Vke e l'associazione Katholischer Familienverband.
Tanto per fare un esempio, domani pomeriggio, domenica, alle ore 18, in Piazza Centrale, avrà luogo il lancio di centinaia di palloncini colorati. E un'altra importante novità della Festa dei Portici 2016, è la mostra fotografica curata dal noto fotografo di Salorno Albert Ceolan e da Carla Nones, all'interno del Centro parrocchiale. La rassegna, dal titolo "Egna nel presente con uno sguardo al passato" è stata inaugurata ieri pomeriggio alle 17, mentre il pubblico potrà visitarla nelle giornate di oggi, sabato e domani, dalle ore 9 alle 19. E non è detto che possa rimanere aperta anche durante la prossima settimana. Dopo la grande sfilata di ieri sera dei corpi bandistici di Egna, Salorno e Bronzolo, con il gruppo degli Schuhplattler della Bassa Atesina e del Gruppo folcloristico di Montagna, oggi, sabato, la Festa dei Portici inizierà alle ore 10. Alle 15 in Piazza Centrale sono in programma giochi per bambini, mentre alle 17.30 sfileranno i corpi bandistici di Egna, Molina di Fiemme e Anterivo e il gruppo "Schalderer Plattlergitschn", mentre alla sera, a partire dalle ore 18 fino all'1 di notte, si esibiranno i gruppi "Funky Beat Band", "Boehmische", "No Lipstik", "Suedtiroler Mander" e "Sigi & Gerd". Insomma, c'è solo l'imbarazzo della scelta. (b.t.)


