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EGNA. Ad Egna è davvero il caso di parlare di caro estinto. La giunta comunale, nell'ultima seduta, ha approvato, infatti, le tariffe per le concessioni cimiteriali, ma anche per le tasse della cappella mortuaria, per lo scavo e la chiusura dei sepolcri e per le esumazioni. E, dalle cifre, si intuisce perché sempre più residenti optino ormai per le cremazioni.
La stangata è evidente soprattutto per le concessioni cimiteriali legate alle tombe di famiglia. Sotto le arcate del vecchio cimitero si pagano 17 mila euro per 60 anni, ma per un sepolcro singolo il costo è di 4.650 euro e per uno doppio di 8 mila. Meno ambite, evidentemente, le tombe di famiglia lungo il muro di cinta, che si possono prenotare per 25 anni. Si parte dalla tariffa singola per 520 euro, si passa a 1.550 euro per quella doppia e bisogna aggiungerne altri 520 per ogni ulteriore posto. Le tombe di famiglia nell'area del camposanto costano 415 euro per il posto singolo, 1.290 per il doppio e 415 euro per ogni posto aggiuntivo.
Va meglio per i loculi, per i quali si pagano 820 euro per 25 anni e la stessa cifra si paga per l'inumazione in campo aperto delle urne. Per le tombe comuni, per fortuna, non sono previste concessioni cimiteriali.
Chi decide di "investire" per regalare una degna sepoltura al proprio caro deve mettere in conto anche la tassa per la manutenzione del cimitero: per le arcate si va da 120 a 140 euro l'anno, lungo il muro si pagano 54 euro e per l'area del camposanto 48 euro.
Per i sepolcri comuni la tariffa annuale è di 36 euro, mentre non si paga per i loculi. Per l'inumazione in campo aperto delle rune la tariffa ammonta a 24 euro. Poi bisogna aggiungere la tassa per la cappella mortuaria (60 euro), la tassa per lo scavo e la chiusura del sepolcro (120 euro) e per le urne (60 euro), i costi per eventuali esumazioni (300 euro) e 42 euro al giorno per l'uso della cella frigorifera al cimitero. La tariffa piena (42 euro al giorno) si paga già quando sono trascorse le prime quattro ore. É vero che il Comune deve mettere in conto spese onerose per pagare il personale (anche esterno) e per la manutenzione ma il tariffario, soprattutto in tempi di crisi, andrebbe forse rivisto.
Il Comune, da parte sua, dice di essere consapevole delle lamentele dei residenti, ma giustifica le tariffe elevate con la necessità di rientrare dei costi per l’ampliamento del cimitero di Egna (il mutuo è stato estinto quest’anno) e, più di recente, per quello di Laghetti dove sono state previste delle nuove urne per le cremazioni.
«A differenza dei Comuni limitrofi, dove si paga meno, - ammette l’assessore Bruno Zanotti - abbiamo due cimiteri da mantenere. Sono in buone condizioni ma costano».
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