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BOLZANO. Sono finiti i soldi per le campagne elettorali. I partiti varano l’austerity e garantiscono i finanziamenti con il contagocce. La novità che ormai colpisce anche le formazioni maggiori è l’autofinanziamento pesante dei candidati. Le conseguenze si toccheranno con mano nei prossimi giorni: campagne elettorali sobrie, con pochi spot e fronzoli. Ma c’è il web che soccorre. Lì basta la fantasia e tutti i partiti si stanno buttando su facebook, you tube e twitter. Più nuovi sono i movimenti, più dinamicamente si muovono sui social network, come il Movimento 5 Stelle e Fermare il declino. Ma anche il candidato al Senato Francesco Palermo (Pd-Svp) presenta il programma in pillole con video autoprodotti.
La sobrietà, imposta anche dalla forte riduzione del finanziamento pubblico ai partiti, colpirà tutti, dando tuttavia per scontato che parlare di campagna elettorale «povera» ha un significato diverso per un gigante come la Svp, rispetto a esordienti come La Destra o Fratelli d’Italia. Una carrellata tra alcuni dei partiti in gara alle politiche del 24 e 25 febbraio. Il segretario organizzativo della Svp Philipp Achammer non fornisce ancora le cifre sul budget preventivato per la campagna elettorale, ma anticipa: «La cifra sarà molto, molto moderata. Soprattutto, la campagna elettorale verrà in parte finanziata dagli eletti, che dopo il voto parteciperanno alle spese. Sarà il partito ad occuparsi di tutta la campagna, anche di quella personale dei candidati. Il filo conduttore di queste politiche sarà la nostra presenza tra i cittadini: meno materiale di propaganda e più volantinaggio nelle piazze».
Il Pd prosegue con il metodo del consistente autofinanziamento sollecitato ai candidati considerati eleggibili. Nel 2008 candidati come Luisa Gnecchi versarono 50 mila euro prima del voto. La cifra per questa tornata in Alto Adige non è stata ancora fissata , riferisce la deputata: «Il regolamento del partito prevede che ogni assemblea provinciale fissi la quota da chiedere agli eleggibili. Sarà il nostro tesoriere a portare una proposta. Riterrei giusto confermare i 50 mila euro, anche se in altre regioni, considerata la previsione di eleggere più parlamentari, stanno abbassando la cifra tra i 20 mila e i 50 mila euro». Da Roma comunque arriverà solo il materiale di propaganda del Pd nazionale». Anche il Pdl, anticipa la capolista Michaela Biancofiore, sperimenta la colletta tra candidati eleggibili. Berlusconi chiude il portafoglio? «La situazione è descritta facilmente: non abbiamo un euro», sottolinea Michaela Biancofiore, «Non siamo come il Pd, che ha raccolto milioni con le primarie. Per la prima volta vengono chiesti, come accaduto a me, 25 mila euro in anticipo ai candidati con chance di elezione. Ma tali fondi saranno destinati alla campagna nazionale. Per i manifesti locali servirà un autofinanziamento tra i candidati».
Il Movimento 5 Stelle, nato sul web, lì affronta prevalentemente la propria campagna elettorale, cui si aggiungerà qualche iniziativa e il ritorno di Beppe Grillo a Bolzano. Il budget raccolto con l’autofinanziamento è di poche centinaia di euro. Al debutto alle elezioni politiche anche la Scelta civica con Monti, che può contare a Trento sulla forza di Lorenzo Dellai e dell’Upt, ma ugualmente, anticipa il candidato Andrea Casolari, «non spenderemo molto in campagna elettorale: stiamo lavorando molto sul web, twitter e facebook, e punteremo su incontri con i candidati. Non ci è stato chiesto un autofinanziamento e, importante, il movimento ha già annunciato che chiederà il rimborso statale solo delle spese elettorali effettivamente sostenute». Molti social network e pochi spot anche per Sel, anticipa Guido Margheri, «avremo una video lettera di Nichi Vendola, abbiamo acquistato qualche spilletta, si farà un po’ di pubblicità sui giornali. Per il resto, porta a porta e mercati, come ai vecchi tempi». Gira già su you tube lo spot elettorale de La Destra e Mauro Minniti spiega: «Spenderemo in tutto 5-7 mila euro». Qualche migliaio di euro di budget anche per Alto Adige nel cuore (in corsa solo al Senato), informa Alessandro Urzì, «per compensare il fatto che siamo un movimento territoriale nuovo, escluso dai circuiti informativi nazionali». Solo Senato anche per Fratelli d’Italia e circa 3000 euro di preventivo per la campagna elettorale, fa sapere Giorgio Holzmann. La musica non cambia in casa Udc. Così Angelo Gennaccaro: «Sarà una campagna completamente low cost e basata sul volontariato degli iscritti e dei militanti. L' Udc è stato uno dei pochi partiti a rinunciare all'ultima tranche dei rimborsi elettorali. Risorse economiche sul territorio non ne abbiamo e da Roma non arriverà nulla. Proseguiremo con il lavoro iniziato attraverso facebook, twitter e Instagram».
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