BOLZANO. Chiusa l'intesa-quadro con la Svp, il Pd adesso deve pensare a Roma. Domani Renzi li aspetta per decidere le candidature. Le quali, secondo le percezioni diffuse all'interno dell'assemblea provinciale convocata nella serata di ieri, potrebbero essere queste: Bressa al Senato e Costa alla Camera. Il primo, deputato uscente, si è reso disponibile anche perché, negli anni, si è costruito il ruolo di esperto di riferimento sia per Roma rispetta a Bolzano, sia per la Svp rispetto al governo. Carlo Costa, invece, ha preso tempo. Ma rispetto ad altre situazioni analoghe, avverte che il pressing è più insistito. E proprio quest'ultimo dice che prima del faccia a faccia col segretario, domani, ci sarà una premessa: «Lotti ci darà qualche minuto a quattrocchi. Ci parleremo senza fronzoli . Vediamo...». C'è invece poco da vedere sull'accordo quadro in provincia sulla spartizione dei collegi. «Zeller ci ha in sostanza detto - rivela un membro della segreteria bolzanina - che loro sono sì "il socio di maggioranza" ma che col Pd si vuole creare un asse che vada al di là di queste prossime elezioni...». Traduzione: il senatore uscente ha chiarito che il contenuto dell'accordo territoriale rispetto collegi disponibili, parla di sei che andranno "a disposizione" della Svp e due del Pd. Questo sfondo politico ha fatto prefigurare a Juri Andriollo che «rispetto al passato questo asse tra due alleati storici come noi e la Svp non è detto che debba restare confinato su un terreno di semplici intese elettorali o entrare in campo in modo estemporaneo. I tempi sono maturi perchè si possa creare una coalizione stabile tra Svp e centrosinistra, magari con i Verdi più disponibili a prendere atto che se loro governano stabilmente con Pd e Svp nelle gran di città non si può ogni volta rimettere tutto in discussione...». Insomma, si fa strada il "partito" dentro il partito che vede la possibilità di costituire una coalizione territoriale tra alleati storici. Ieri la presidente dell'assemblea Mazzardis ha introdotto la relazione del segretario Huber che ha dato conto dello stato delle trattative, ormai concluse, con la Svp sui collegi e di quelle in corso per individuare i candidati da proporre. «Era ora che ci fosse una comunicazione ufficiale su quello che è successo in queste settimane» hanno detto soprattutto i delegati della Bassa Atesini, uno dei circoli Pd più inquieti ma anche più presenti della "periferia". Secondo Carlo Costa invece, non sarebbe il caso di presentare "terne" di nomi, come richiesto ad esempio da Boato, ma presentarsi a Roma con due nomi. Anche se, a tutt'oggi «ogni proposta è prematura. Aspettiamo mercoledì». Sarà prima con Lotti, poi con Renzi che le questioni si chiariranno. Anche quella che ha visto apparire all'orizzonte nomi non territoriali, ministri o sottosegretari. Pare che oltreché larga parte del Pd, anche la Svp spinga per candidature espressioni dell'Alto Adige.