BOLZANO. In casa Svp si parla di elezioni provinciali e si finisce per litigare sulle elezioni politiche. Ed è così che è partito tutto un fermento sul collegio senatoriale Bolzano-Bassa Atesina. Ci sarà ancora un senatore di lingua tedesca o la Svp cederà il testimone a un italiano? Per quest’ultimo il nome più gettonato resta il sindaco Luigi Spagnolli. Ma l’attivismo politico di Lorenzo Dellai sui tavoli nazionali scatena gossip incontrollati, tra cui pure una alleanza con la Svp calata magari proprio sul collegio senatoriale bolzanino. Tutto merito o colpa del senatore Oskar Peterlini, che ha lanciato un petardo in via Brennero. Peterlini ha deciso di non fare passare liscia l’interpretazione dello statuto Svp approvata dalla Parteileitung secondo cui il limite dei mandati di 25 anni non riguarderebbe il presidente provinciale (una clausola che apre la strada, tra altri, a Siegfried Brugger). « Potrei decidere anch’io di non congedarmi dalla politica come annunciato», butta là Peterlini, «visto che come corollario di questa interpretazione passa anche la linea che il limite dei mandati non varrebbe per il collegio senatoriale Bolzano-Bassa Atesina, soggetto alla trattativa con altri partiti». Da qui la provocazione di Peterlini su due fronti: «Mi tengo le mani libere anch’io su una eventuale ricandidatura. Se si manovra sulle regole, allora deve valere per tutti. Secondariamente, la Svp non può dare per scontato quel collegio senatoriale: l’ho abbiamo avuto per tre volte e dovremmo parlare con il Pd, prima di dividerci la torta». Un nome Peterlini l’ha in mente: «Luigi Spagnolli può essere un candidato condiviso da entrambi i gruppi linguistici, è conosciuto e apprezzato». E Dellai? Del presidente trentino si sa che, esaurita la fase Api, sta lavorando a livello nazionale per costruire un progetto politico centrista-autonomista. Partecipa a gruppi di lavoro con l’Udc, parla con il Pd e con la Svp. Che Dellai potrebbe fare il capolista regionale per la Camera (con il Pd o altro) è una voce che circola da mesi. Si aggiunge ora la versione più ardita di un progetto autonomista che lo potrebbe vedere candidato senatore a Bolzano e Bassa Atesina con l’ok della Svp. «Trattative di questo tipo non mi risultano», precisa il deputato Siegfried Brugger, «Parliamo spesso con Dellai, anche a Roma, trattandosi di un ottimo interlocutore. Può essere interessato a discutere con la Svp, in una prospettiva trentina però». Sul seggio senatoriale di Bolzano Brugger commenta: «Certamente la Svp non può dire “è nostro”, si va sempre a trattativa». Il segretario del Pd Antonio Frena commenta: «È un fatto che quel collegio è andato per tre volte alla Svp grazie anche ai voti del centrosinistra e che il Pd è stato decisivo nell’elezione europea di Dorfmann». Teoria rispedita al mittente dal capogruppo Elmar Pichler Rolle: «Tutto vero, ma dobbiamo allargare il quadro. Non c’è solo la Svp in debito con il Pd. C’è una alleanza che ha portato anche alla maggioranza provinciale e al sindaco di Bolzano e Laives».

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