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BOLZANO. I dati delle primarie di centrosinistra sono ufficiali da ieri mattina. La commissione elettorale ha validato, senza contestazioni, i risultati del ballottaggio comunicati domenica sera. Nella tabella a fianco sono riportati i dati dei 17 seggi altoatesini che certificano la vittoria di Pierluigi Bersani al 64,5% contro il 35,5% di Matteo Renzi. 6093 i votanti, 6079 le schede valide. Vittoria ancora più marcata a Bolzano, con il 66,83% contro il 33,16%.
Il Pd e il centrosinistra studiano le prossime mosse. In attesa della legge elettorale per le politiche, i ragionamenti toccano le provinciali.
«Oggi è nato il Partito democratico»: così domenica sera Antonio Frena ha salutato la conclusione delle primarie. Il Pd ha riunito ieri sera l’assemblea provinciale per analizzare il voto. L’apertura. La vittoria di Bersani e della sua linea politica non sarà ininfluente nelle trattative che il Pd riprenderà per le elezioni provinciali. Pochi giorni prima del ballottaggio, Frena e il vicesegretario Carlo Costa hanno ufficializzato l’accordo locale con Sel e il Comitato Vendola attraverso una conferenza stampa con Guido Margheri e Leonardo Bartoli. «Oggi parliamo solo di primarie», era stato detto. Ma ieri di provinciali si poteva discutere. Frena ribadisce il progetto di alleanza di centrosinistra che vada da Sel all’Udc, «Udc locale permettendo». Così Frena: «L’alleanza con Sel non può che dirsi irrobustita. Una volta sistemato quel lato, ci si dovrà rivolgere al campo moderato. A livello nazionale Casini sembra disposto a parlare con noi, a Bolzano Gennaccaro sembra riluttante. Vedremo... In questi giorni di lavoro comune sulle primarie abbiamo parlato a lungo con Sel e si può dire che un pezzo di strada lo abbiamo già percorso».
I rapporti nel Pd. Renzi era sostenuto in Alto Adige da una robusta cordata che andava da Roberto Bizzo a Guglielmo Concer, Paolo Berlanda, Carlo Bassetti e Pietro Calò. Come cambieranno i rapporti interni nel Pd locale dopo le primarie? Renzi non ha sfondato, ma il 35,5% raccolto in Alto Adige non è un granello di polvere. Frena ribadisce la linea tenuta dall’inizio: «Avevamo detto che questo non era un congresso e lo ripeto anche oggi, che ha vinto la linea di Bersani. Porte aperte a coloro che hanno creduto nel progetto di Renzi e hanno lavorato con passione. Non ho abbastanza disponibilità verso coloro che pensavano fosse un congresso». Che cosa accadrà dei Comitati Renzi sorti per le primarie di centrosinistra? Nel suo discorso a Firenze di domenica sera Matteo Renzi ha detto ai suoi sostenitori che l’esperienza non si chiuderà qui. Paolo Berlanda spiega che in Alto Adige non è stata presa alcuna decisione: «Nei comitati locali non ne abbiamo parlato e dallo staff centrale di Renzi non ci sono arrivate indicazioni».
Le trattative. L’Udc, come pronosticato da Frena, respinge al mittente l’apertura. «Siamo impegnati su un altro progetto, la Lista per l’Italia», commenta il segretario Angelo Gennaccaro (si veda l’articolo sotto). Ripartire dalle primarie è anche la linea di Costa. «Questo straordinario lavoro fatto non va disperso», sottolinea il vicesegretario, «La partecipazione dà il senso di come il centrosinistra non possa permettersi di disperdere consensi, anche nella composizione del prossimo consiglio provinciale. Ho trovato grande soddisfazione nel vedere che molti punti del programma proposto da Bersani interessassero una platea più ampia del centrosinistra, altrimenti il ballottaggio non sarebbe andato a finire così. Ha pagato un atteggiamento di unità, da riproporre appunto nel progetto delle provinciali». È possibile una lista unica di Pd, Sel e moderati? «È assolutamente prematuro dare una risposta, a me piacerebbe molto. Ma non è l’unica opzione», risponde Costa.
Sui rapporti nel Pd Bassetti rilancia la linea di Renzi: «Non costituiremo una corrente. Non è questo all’ordine del giorno. Importante è salvare nel Pd i temi portati da Renzi, che non vanno considerati figli di un Dio minore: rinnovamento, costi della politica, mercato del lavoro, pensioni. Poi arriverà la stagione del congresso e ci si misurerà». Autocritiche sulla gestione delle primarie? «Avere passato l’ultima settimana a parlare di regole non ci ha fatto bene, ma ciò non è imputabile solo a noi», risponde Bassetti.
Il Comitato Vendola Alto Adige ricorda quanto sia stato importante l’accordo Vendola-Bersani per la vittoria alle primarie. Non fermarsi qui, è l’invito: «Pier Luigi Bersani in Alto Adige è salito dai 2978 voti del primo turno ai 3922 del secondo, raggiungendo la percentuale del 64,51%. Determinante per questo risultato è stata la confluenza della gran parte dei voti ottenuta da Nichi Vendola. Dal voto viene la richiesta di una vera alternativa di governo in Italia e in Europa e di un radicale rinnovamento della politica. Occorre ora non deludere queste speranze. Non si può fare finta che le cittadine e i cittadini non ci abbiano detto qualcosa anche in relazione all'Alto Adige».
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