BOLZANO. Brioches gratis in giunta? Quei tempi sono finiti. Arno Kompatscher ed Elmar Pichler Rolle, i due candidati alle primarie per il ruolo di capolista della Svp alle elezioni provinciali, non hanno dubbi. Nessuno dei due tuttavia si lancia in polemiche sulla decisione della giunta provinciale, di cui tra l’altro Pichler Rolle è componente, di non modificare la delibera oggetto di polemica: il consiglio provinciale giovedì ha bocciato la mozione della leghista Elena Artioli, che chiedeva di intervenire sulla delibera di metà marzo: resta la versione originaria in cui si consente di pagare con il capitolo di bilancio «spese di funzionamento» la pausa caffè delle sedute di giunta e i piccoli rinfreschi per gli ospiti delle giunte stesse.

Nel frattempo la giunta ha deciso di autotassarsi, ma il testo che permette il finanziamento pubblico di brioches e cappuccino è ancora in vigore. Arno Kompatscher spiega così la sua posizione: «Al di là dei formalismi, il principio da applicare è che gli assessori paghino di tasca proprio la pausa caffè, come fa ogni dipendente del settore pubblico e privato. Questa è la base da cui fare conseguire gli atti necessari. Altro discorso è l’accoglienza degli ospiti istituzionali».

Secondo Pichler Rolle, è sufficiente l’impegno preso dagli assessori di proseguire con la colletta da 50 euro al mese: «È una prassi normale ed è giusto averla introdotta anche da noi. Ho appoggiato questa decisione, che è stata condivisa da diversi colleghi, a partire dal vicepresidente Richard Theiner. Per quanto mi riguarda, nulla di nuovo. Questa è stata la prassi negli oltre dieci anni che ho trascorso nella giunta comunale: la pausa caffè durante le sedute di giunta a Bolzano erano pagate a turno da uno dei colleghi». Pichler Rolle si rende conto che si sta parlando di pochi euro, capaci però di provocare rabbia nella popolazione: «Dobbiamo stare molto attenti su questo fronte. Il periodo è talmente difficile, che sui costi della politica, anche i più piccoli, siamo ridotti al bianco e nero, è sparita ogni sfumatura intermedia».

Anche per questo, Pichler Rolle offre una cronaca tutta all’insegna della sobrietà del suo nuovo ruolo di assessore: «Nel palazzo provinciale in cui lavoro abbiamo la solita macchinetta del caffè a pagamento. L’altro giorno avevo come ospiti alcuni dirigenti di Terna, cui ho servito il caffè da 30 centesimi nei bicchierini di plastica. Porcellane preziose qui non ne circolano».

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