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MERANO. I centri di accoglienza per profughi di Merano e Prissiano sono tutt'altro che una spina nel fianco del turismo locale, come qualcuno vorrebbe far credere. Sono invece un tentativo concreto da parte della popolazione locale di aiutare persone in difficoltà e in fuga dalla guerra, un atteggiamento di grande civiltà. E il turismo non ne soffre affatto.
A prendere posizione ufficiale è uno dei massimi esponenti del turismo locale, Thomas Aichner, direttore di Merano Marketing, non un cittadino qualunque. «Un paese caratterizzato culturalmente dall’ospitalità e l’apertura – scrive Aichner in una presa di posizione - certo non può respingere chi arriva da lontano e ha bisogno di aiuto. Al contrario, sarebbero sicuramente i nostri ospiti ad indignarsi se negassimo il nostro sostegno alle persone bisognose. I profughi vanno accolti in luoghi sicuri, non devono vivere per strada. Creando le condizioni perché possano avere una vita dignitosa, aiutiamo loro ma anche noi stessi e i nostri ospiti. Gli operatori del settore turistico non avranno difficoltà ad informare gli ospiti che il loro paese si è assunto le proprie responsabilità accogliendo i profughi in strutture adeguate per il tempo necessario. Si tratta di un atteggiamento responsabile che si confà ad un paese multietnico che vuole essere punto d’incontro tra le diverse culture».
Un Alto Adige che ogni anno ospita sei milioni di turisti e registra 28 milioni di pernottamenti non può, secondo Aichner, che avere questo atteggiamento di accoglienza. E questo in barba proprio a coloro che agitano la bandiera del turismo e dell'economia penalizzata per chiedere alla giunta provinciale e ai Comuni si sottrarsi alla richiesta di fornire ospitalità a chi fugge da terre di guerra e di massacro. Ma secondon Thomas Aichner l'accoglienza dei profughi può diventare anche un biglietto da visita per l'immagine dell'Alto Adige. In sostanza chi è in grado di ospitare, lo fa sempre e comunque offrendo il migliore accomodamento possibile. La vocazione all'accoglienza vale per i turisti quanto per i profughi. «La questione urgente ora – conclude - è come mettere a disposizione dei centri di accoglienza, in maniera semplice e rapida, cibi in esubero o mobili vecchi di hotel. Se in questa situazione di emergenza a livello europeo, l’Alto Adige sarà in grado di dimostrarsi un paese accogliente e con un sistema di aiuti ben organizzato, senza dubbio rafforzerà anche la sua immagine di meta turistica investendo così nel proprio futuro».
I Verdi hanno commentato con favore le parole di Aichner: «Con queste dichiarazioni Aichner dimostra molta più lungimiranza di certi politici».


