BOLZANO. Duro scontro tra Ae e Provincia, con corollario di polemiche tra i Comuni di Bolzano e Merano e la Provincia stessa. All’origine ci sono i canoni idrici, ossia le «tasse» che ogni concessionario di energia idroelettrica paga alla Provincia. Nel resto d’Italia i canoni sono mediamente di 14 euro per kilowatt autorizzato, in Alto Adige invece si sono create tre fasce in base alla grandezza della concessione: 27,15 euro per ogni kw nelle centrali con produzione superiore ai 3.000 kw, per le centrali tra i 220 e i 3.000 kw 11,95 euro e 9,65 euro per le centrali al di sotto dei 220 kw. Ae rientra nella categoria più alta e paga 1,6 milioni l’anno. «È inaccettabile sborsare il doppio rispetto al resto d’Italia», spiega il presidente di Ae Massimiliano Sturaro. Per questo qualche anno fa Ae ha presentato ricorso al Tribunale superiore delle acque, che nei giorni scorsi ha rinviato il dossier alla Corte costituzionale. E ieri la giunta provinciale ha deciso di resistere anche davanti alla Consulta. Dice Durnwalder, difendendo la scelta delle tre fasce: «Non ci sembra giusto che una grande centrale, che fa grandi utili, paghi comei piccoli impianti che magari servono solo per l'approvvigionamento energetico di una malga». Dai canoni idrici la Provincia ricava 22 milioni all’anno, metà dei quali sono destinati ai Comuni: «E se Ae, quindi Bolzano e Merano, vincerà il ricorso - conclude minaccioso il presidente - la conseguenza sarà che gli altri Comuni prenderanno 11 milioni in meno...».

Secca la replica. Sturaro va a monte della questione: «Ma vi sembra normale che la Provincia prometta ai Comuni soldi che non ha?Quei 22 milioni sono al centro di una vertenza che dura da anni, non si può incolpare Bolzano e Merano se non arrivano. Non si promettono soldi che non si hanno». E poi, aggiunge, «se vinciamo noi avrà un grosso risparmio anche Sel...». A Durnwalder replicano anche il sindaco Spagnolli e il vicesindaco Ladinser: «Come spesso capita, Durnwalder non la racconta giusta. Ae è a pieno titolo un'azienda pubblica i cui redditi sono dei cittadini di Bolzano e di Merano. Che la Provincia decida di far "guadagnare" di meno i bolzanini ed i meranesi e di più tutti gli altri è una scelta legittima, ma è altrettanto legittimo che l'Azienda dei cittadini di Bolzano e Merano si difenda. Meglio avrebbe fatto il presidente, prima di fare le regole, a concordarle: si sarebbero evitati i ricorsi e tutti ci avremmo guadagnato. La differenziazione del canone tra piccoli e grandi è del tutto fuori luogo».

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