BOLZANO. Sel e giunta provinciale nel mirino con l’accusa di mancata trasparenza sui documenti della due diligence effettuata su Aew in vista della fusione con Sel. Il materiale, conservato nella sede della Sel, viene concesso solo in visione e previa firma di un impegno di riservatezza. Protestano Freiheitlichen e Verdi, che si rifiutano di firmare, e si infuria anche Josef Noggler (Svp), assessore regionale ed esperto di energia nella veste di ex sindaco venostano. Ieri Noggler aveva prenotato l’appuntamento alla Sel, annunciato dall’assessore Richard Theiner come dovuto atto di «trasparenza» sulla analisi effettuata su Aew dai consulenti di Sel e lo studio McKinsey. L’assessore regionale ha rinunciato a visionare i dossier: «Mi sono rifiutato di firmare la garanzia di riservatezza. Se studio certe carte voglio essere libero di discuterne». I consiglieri comunali di Bolzano e Merano hanno dovuto firmare la clausola di riservatezza, ma hanno ricevuto copia della due diligence su Sel effettuata da Aew, non hanno dovuto consultarla in sede. L’impegno di riservatezza che i consiglieri provinciali dovrebbero firmare presenta anche una chicca. Il vincolo di confidenzialità non si applica alle informazioni che dovessero essere chieste da qualsiasi pubblica autorità. In quel caso però i consiglieri si impegnano, nei limiti consentiti dalla legge, a darne «immediata comunicazione scritta a Sel», al fine di consentirle di «porre in essere qualsiasi misura ritenga idonea e appropriata». Anche leggendo queste righe Walter Blaas, Roland Tinkhauser, Sigmar Stocker , Tamara Oberhofer (Freiheitlichen) e Riccardo Dello Sbarba (Verdi) ieri nella sede di Sel hanno riiutato di firmare la clausola di riservatezza, rinunciando ad analizzare i dossier. Questa la loro protesta: «In nome della trasparenza e considerando le esperienze negative nel campo della politica energetica, questo “obbligo del silenzio” non è accettabile. Nella progettata fusione Sel-Aew è in gioco la politica energetica e una fideiussione per un finanziamento di 400 milioni di euro da parte della Provincia. La “clausola di riservatezza” conteneva condizioni-capestro che avrebbero reso impossibile l’esercizio della propria funzione di controllo. Il consiglio provinciale dovrà votare il bilancio provinciale che contiene la citata fideiussione: chiederemo tutta la documentazione necessaria».(fr.g.)

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