ORA. La ricetta per uscire da due grandi crisi, quella climatica e quella economica, secondo la ricetta in arrivo da Ora è semplicemente nella “green economy”, l’economia ambientale. E’ quanto emerge dal dibattito pubblico “Energia e ambiente, cambiare si può”, organizzato l’altra sera in Sala Widum, appunto a Ora, su iniziativa del Partito Democratico. «In futuro due sono le strade da seguire. La prima riguarda l’efficienza energetica degli edifici e la seconda lo sviluppo di energia da fonti rinnovabili», ha affermato in apertura l’assessore comunale Luigi Tava (Pd). Alla presenza anche del sindaco Roland Pichler, Tava ha poi affrontato il problema della spesa energetica nel bilancio comunale e ha evidenziato, con alcuni dati, i consumi energetici degli edifici pubblici di Ora, che se sommati alle spese per l’illuminazione pubblica ammontano a circa 110.000 euro.

«Per far fronte a queste spese, sempre più in aumento - ha rimarcato l'assessore - il Comune ha deciso da tempo di intraprendere la strada del risparmio energetico con le fonti rinnovabili. Sono stati installati lo scorso anno su due edifici pubblici, biblioteca comunale e palestra da tennis, impianti fotovoltaici».

Per l’impianto fotovoltaico della palestra da tennis è stato adottato il metodo dello “scambio altrove”, che permetterà ad altri due edifici pubblici, municipio e nuova scuola elementare, di godere dell’energia prodotta.

Tava ha poi spiegato che «l’amministrazione comunale vuole fortemente proseguire nel campo delle energie rinnovabili. Perciò è stata individuata nell’acquedotto comunale un’importante opportunità per la produzione di energia elettrica, che garantirà alle casse comunali un minor esborso per spese energetiche».

Poi Diego Andreasi, del Tis Innovation Park di Bolzano, ha illustrato i settori operativi del Tis e la situazione e le prospettive delle energie rinnovabili in Alto Adige. Attraverso i diversi impianti distribuiti sul territorio che utilizzano le risorse disponibili localmente, la regione copre attualmente circa la metà del proprio fabbisogno energetico con le energie rinnovabili.

A seguire l’ingegner Stefano Nardon ha parlato della valutazione tecnico - economica per l’impianto idroelettrico su acquedotto. Ha spiegato come tecnicamente funzionano le turbine idroelettriche, proseguendo con un’analisi della concessione a scopo idroelettrico e il relativo progetto. La concessione attuale è pari a massimi 17,3 litri al secondo e grazie alla previsione di due interventi di modernizzazione sull’acquedotto esistente ci si aspetta un aumento della portata derivabile fino a una media di 20 litri al secondo.

Nardon ha poi spiegato la tariffa omnicomprensiva evidenziandola come il riconoscimento di un fisso per ogni Kwh di elettricità netta prodotta da un impianto idroelettrico e immesso nella rete. La relazione si è concentrata infine sul calcolo economico che valuta la bontà del progetto: in tal senso la valutazione economica evidenzia un profitto medio annuo di circa 62.500 euro.

«In conclusione - ha spiegato Nardon - la possibilità di installare una turbina idraulica per ridurre la pressione nel serbatoio di San Daniele, è una soluzione ottima per l’ambiente e matura dal punto di vista tecnico».(b.c.)

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