BOLZANO. Equitalia, dovrebbe bastare la parola a dare l'idea della giustizia, di un corretto rapporto con il cittadino-contribuente. Ma la crisi prima e le minacce poi hanno creato intorno alla società pubblica (51% Agenzia delle Entrate e 49% Inps) incaricata della riscossione nazionale dei tributi una reputazione ben diversa.

E allora, per dimostrare il proprio ruolo al servizio del cittadino e ritrovare un rapporto costruttivo con il contribuente, la società ha partorito lo "sportello dedicato", un servizio dedicato in particolare a trovare soluzioni il meno indolori possibile per chi non è in grado di pagare tutto e subito. Ce lo racconta il direttore regionale di Equitalia, Leonardo Arrigoni, nella sede bolzanina di Via Duca d'Aosta 55, dove è arrivato lo scorso gennaio: «Vengo da Milano, ma sono di Bergamo, quindi conosco bene una realtà montanara e di dimensioni medio-piccole come la vostra»..

"Sportello dedicato": cos'è?

«Semplice: uno spazio dedicato all'ascolto, con personale dotato di particolare capacità di ascolto appunto, di affrontare i casi più particolari, le maggiori criticità: perdita del posto di lavoro e simili, ma anche assistenza a chi è in difficoltà con i moduli da compilare».

E' partito il 31 maggio: quanti addetti e quanti clienti? «Un impiegato solo per quello, a cui se ne aggiungono altri in caso di necessità. La prima mattina, una decina di casi».

Con quali problemi da risolvere? «Difficile avere sorprese, in una zona tranquilla come la vostra. Comunque la cosa più frequente da affrontare, la soluzione più richiesta, è la necessità di rateizzare gli importi. E qui l'unica novità è quella introdotta dal decreto SalvaItalia, oltre a direttive nostre interne: innalzamento da 5 a 20 mila euro della cifra di cui è possibile fare fino a 48 rateizzazioni, senza ulteriore documentaizone. Oltre i 20 mila e fino a 72 rate con documentazione adeguata. In più, possibilità di fare rate variabili, con quella iniziale più morbida, visto il periodo di crisi».

Il cliente-tipo più comune? «Qui come in tutt'Italia non sono ovviamente i dipendenti, ma piccoli impreditori, chi ha dite individuali».

Le minacce e alcune proteste di piazza possono aver accelerato questa operazione. Nessun segnale negativo, a Bolzano? «Anzi. Abbiamo avviato una sorta di convenzione con la Caritas locale, in maniera da offrire assistenza a chi si rivolge, per bisogno, prima a loro. Ci segnalano il caso e noi cerchiamo di affrontarlo. Con equità, appunto».

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