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BOLZANO. Tensioni sociali sotto osservazione. Prevenzione di fenomeni eversivi. Imprenditori, sindacati, banche, forze dell’ordine e Commissariato del governo stringono una alleanza.
Ieri il debutto. La crisi, i licenziamenti, l’aumento di tasse e costo della vita da un lato. L’inasprirsi della tensione sociale e i rischi di eversione dall’altro. Le due realtà sono collegate e verranno studiate dall’analisi incrociata di referenti diversi.
Il Commissario del governo Valerio Valenti ha diramato nei giorni scorsi inviti a segretari dei sindacati e vertici di banche e categorie economiche. Verranno organizzati incontri prima separati e poi collettivi. Ieri la riunione del prefetto con i segretari sindacali Lorenzo Sola (Cgil), Michele Buonerba (Cisl) e Toni Serafini (Uil). Non è una iniziativa solo locale. L’invito a questa azione di prevenzione sulle tensioni sociali nasce da una disposizione del ministero dell’Interno a tutte le prefetture d’Italia. Il pensiero corre agli assalti contro Equitalia e ai nuovi atti di terrorismo, ma non vengono sottovalutati neppure fenomeni meno gravi di tensione sociale esasperata dalla crisi economica. Invece di utilizzare soltanto i consueti canali investigativi, il ministero chiede la collaborazione del mondo dell’economia e del sindacato, termometri sociali.
L’invito è stato raccolto volentieri dai sindacalisti. Bolzano non è Roma o Milano, ma ieri nel colloquio con il prefetto Valenti i segretari dei sindacati hanno ricordato quanto la crisi stia mordendo l’Alto Adige, con numeri importanti di cassa integrazione e il settore dell’edilizia in picchiata. E poi c’è il caso aperto della Memc, allertano i sindacati.
I sindacati hanno ricordato a Valenti che l’Alto Adige resta una provincia con un tenore di vita e un livello occupazionale superiore alla media, ma la frenata si fa sentire, mentre il costo della vita resta ai livelli alti degli anni della prosperità: altro tema da monitorare. La crisi qui può colpire duro, se scatta la cassa integrazione e un appartamento in affitto costa almeno 700 euro. Il 2013 si voterà per le politiche e le provinciali. La perdita di sicurezza sociale ed economica, sono concordi i sindacati, verrà strumentalizzata dalle forze politiche più populiste. Questi alcuni spunti emersi. Nelle prossime riunioni si entrerà nei dettagli. Positiva l’impressione al termine della riunione. «Non vuole essere un invito formale», ha esordito Valenti, che ha informato di avere intenzione di instaurare un colloquio permanente con i sindacati, al di là della iniziativa sulla tensione sociale. «Sarebbe una novità molto positiva per l’Alto Adige», commentano i sindacalisti uscendo da Palazzo Ducale.
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