BOLZANO. Resteranno esposti fino al 15 dicembre, nell'atrio all'ingresso principale dell'ospedale San Maurizio di Bolzano, i dipinti di Giorgio Panizza, cardiologo del reparto di Medicina che, con questa iniziativa, ormai da una decina di anni, coniuga la sua passione per l'arte con l'impegno umanitario.

L'intero ricavato della vendita dei quadri sarà, infatti, destinato a sostenere, attraverso il Gruppo Missionario "Un pozzo per la vita" Merano" (GMM), le attività educative nell'ambito del progetto di promozione sociale avviato a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, da Clementine Zoma. Infermiera e odontotecnica (si è diplomata all'istituto "Galileo Galilei" di Bolzano), dirige il centro medico e di promozione sociale "Paligwend", costruito, con il sostegno del GMM e della Caritas di Sant'Antonio da Padova, all'estrema periferia di Ouagadougou, in un quartiere privo di servizi pubblici.

Già lo scorso anno, una parte del ricavato della mostra organizzata da Panizza era stata destinata al centro medico "Paligwend".

A Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, a maggio è stato inaugurato il centro medico e di promozione sociale, costruito con i fondi arrivati dall’Italia e grazie alla determinazione di Clementine, 43 anni, conosciuta anche a Bolzano, dove ha studiato e dove è tornata anche nei mesi scorsi.

«È stata una grande giornata, ricca di gioia. Adulti, ragazzi e bambini hanno fatto festa e ballato fino a tardi. Tutti hanno una sola parola: grazie ai benefattori», aveva raccontato con orgoglio Clementine, tornata nella sua terra per contribuire a migliorare le condizioni di salute della sua gente.

Questo è solo l'ultimo dei progetti sostenuti dal cardiologo bolzanino, che nelle sue attività solidali è affiancato dai familiari che, in occasione dell'inaugurazione della mostra, hanno organizzato anche un mercatino di oggetti natalizi artigianali il cui ricavato sarà ugualmente destinato al progetto di Ouagadougou.

In dieci anni, circa 70 mila euro sono stati raccolti dal cardiologo con le mostre dei suoi quadri e devoluti a progetti in Africa e Centro-Sud-America.

«La pittura è una passione che coltivo da circa vent'anni - racconta-: l'idea della mostra è nata grazie all'appoggio del Gruppo di umanizzazione “Helios”, che promuove attività di accoglienza e di solidarietà nell'ospedale ed è coordinato dalla dottoressa Mirella Bombonato. Con lei ho cominciato una decina di anni fa ed il riscontro ottenuto è stato sempre positivo».