BOLZANO. La Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio di Ester Quici per omicidio volontario. I suoi legali, gli avvocati Beniamino Migliucci ed Enrico Lofoco, hanno già fatto sapere che non intendono chiedere alcun rito alternativo. Sono convinti che la donna sia estranea al teorema d’accusa del pubblico ministero Daniela Pol. Di conseguenza hanno già deciso di affrontare il processo con rito ordinario.

Sarà il giudice Walter Pelino a doversi esprimere sulla richiesta di rinvio a giudizio. Se deciderà, come viene dato per scontato, che vi sono elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio, la donna finirà sotto processo davanti alla Corte d’assise. Come detto Ester Quici è accusata di omicidio volontario. Secondo l'accusa avrebbe ucciso il convivente Alessandro Heuschreck, colpendolo con due coltellate (quelle che secondo i periti difficilmente la vittima avrebbe potuto infliggersi da solo) ritardando la richiesta di intervento dei soccorritori dopo che la stessa vittima, in preda ad una sorta di delirio autolesionistico, si era inferto numerosi tagli (come era successo anche in precedenza) « La donna attenderà l'udienza preliminare agli arresti domiciliari. Come detto sono due le ferite utilizzate dalla Procura per sostenere l’accusa. Si tratta di lesioni provocate da fendenti che i periti ritengono «eterodiretti», cioè inferti da un'altra persona rispetto alla vittima. E' questo il punto principale della perizia dei professori Barbareschi e Trenchi chiamati a fornire alla magistratura indicazioni scientifiche certe in grado di permettere anche una ricostruzione della dinamica del dramma vissuto nel marzo dell’anno scorso in un appartamento di corso Libertà 50 a Bolzano. Come si ricorderà Alessandro Heuschreck morì in un lago di sangue. Quando nell'abitazione arrivarono i soccorsi chiamati dalla convivente Ester Quici, l'uomo era praticamente già morto. La perizia necroscopica ha accertato che sul corpo della vittima le ferite da arma da taglio e arma da punta furono 18. La Procura ha costruito l’accusa anche sulle tensioni registrate poco prima del dramma nel rapporto di coppia tra vittima e imputata. Agli atti del procedimento ci sono alcuni messaggi sms inviati dalla donna con minacce di morte. Ester Quici, però, si è sempre dichiarata innocente ed il fatto che la Procura, almeno in parte, sostenga la volontarietà omicida per «condotta omissiva» , secondo l’avvocato Migliucci sarebbe dimostrazione della debolezza dell’accusa.

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