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BOLZANO. «Dopo il via libera al documento con le linee guida e l’approvazione all’unanimità da parte della Conferenza delle Regioni, ora tocca al Parlamento legiferare. Entro la fine dell’anno dovremmo partire con la fecondazione eterologa anche in Alto Adige, dando attuazione alla sentenza della Corte costituzionale secondo cui è possibile ricorrere a donatori di ovociti e spermatozoi quando uno dei partner sia sterile». Bruno Engl, primario di Ginecologia e responsabile del Centro di riproduzione umana e crioconservazione per gameti di Brunico, dal 1993 punto di riferimento a livello provinciale per tutte le coppie con problemi di sterilità, è appena rientrato da Roma, dove ha partecipato alla commissione Salute della Conferenza regionale in rappresentanza dell’Alto Adige.
Tutto risolto quindi.
«Siamo tempestati dalle richieste di coppie che sperano, grazie all’eterologa, di avere un figlio e dal punto di vista tecnico-scientifico siamo pronti a partire anche domani. Ci sono però due grossi nodi che come tecnici abbiamo chiesto ai politici di risolvere: uno riguarda in particolare le donatrici, l’altro i costi e più specificatamente chi se li accollerà».
Secondo il ministro Lorenzin per la donazione di ovociti (nel caso in cui la donna sia sterile) dovrebbe essere previsto solo un rimborso spese, per evitare il business.
«Il principio di per sé è giusto. L’intenzione è di prevedere solo 5-800 euro per la copertura delle spese sostenute dalla donatrice. Ma dubito che troveremo donne tra i 20 e i 35 anni (questa è la fascia di età prevista) disposte a sottoporsi a titolo gratuito a trattamenti specifici, che oltre ad avere dei costi possono avere anche delle controindicazioni. Il rischio è che il giorno in cui partiremo con la fecondazione eterologa ci manchi la materia prima, in particolare se i problemi di sterilità li ha la donna».
Negli altri Paesi dove l’eterologa si fa da tempo come hanno risolto il problema?
«Mi risulta che in Paesi come la Spagna i trattamenti costino intorno agli 8-9 mila euro a carico della coppia. Di questi 1.000-1.500 sono per la donatrice».
E quindi come se ne esce?
«Tocca ai politici trovare una soluzione. Nelle linee guida abbiamo inserito la possibilità di utilizzare anche gli ovociti crioconservati da donatrici nelle banche straniere».
Se la sterilità riguarda l’uomo ci sono gli stessi problemi?
«No, perché chi dona gli spermatozoi non deve sottoporsi a particolari trattamenti».
Quanto spenderà la coppia che voglia sottoporsi ai trattamenti per la fecondazione eterologa?
«Come tecnici abbiamo chiesto di cogliere quest’occasione per legiferare anche in materia di fecondazione omologa, inserendo entrambe nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero delle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale eroga a tutti i cittadini gratuitamente o con il pagamento di un ticket, indipendentemente dal reddito e dal luogo di residenza».
Attualmente chi si accolla i costi dei trattamenti per la fecondazione omologa?
«In Alto Adige la Provincia».
Quanto costa un trattamento per la fecondazione omologa?
«Costa - spiega Ulrich Seitz, direttore dell’Ufficio ospedali - 3.900 euro: spesa totalmente a carico della Provincia, ma solo per le donne al di sotto dei 42 anni. Sono previsti tre tentativi».
Con l’introduzione della fecondazione eterologa i costi lieviteranno.
«In tempi di tagli la cosa ci preoccupa. Si tratta di capire chi paga. Noi calcoliamo che ci sarà un aumento dei costi - minimo 5-600 euro per il rimborso spese alle donatrici - e delle richieste».
I tempi di attesa oggi nel centro di Brunico?
«Tra i tre e i sei mesi per la prima visita».


