BOLZANO. Euronics addio? «Abbiamo ancora una flebile speranza di trovare una location meno costosa di quella in Corso Libertà. Ma è proprio flebile...». Dopo aver parlato con Roberto Cuccaroni meglio togliere il punto interrogativo. Euronics addio. Porte chiuse tra un mese. Il direttore generale del gruppo era arrivato a Bolzano a novembre, conferenza al Laurin, formalmente alla ricerca di un nuovo punto vendita: «Ma in tutto questo tempo abbiamo avuto una sola offerta- dice- e in zona industriale. Non proprio quello che volevamo...».

Si chiude a fine gennaio, dunque. Alla scadenza regolare del contratto. Prospettive? Con Euronics nessuna. Con altri? Possibile. Gli altri sono due. Catene di media dimensione ma con una buonissima rete di distribuzione e un forte interesse ad una presenza qui: Unieuro e Expert. La prima ora è solo a Merano, la seconda a Laives. «La piazza di Bolzano li alletterebbe - dice una fonte interessata ma che ora vuole restare in incognito- perché si tratta di marchi pubblicitariamente aggressivi e capaci di posizionarsi in modo complementare rispetto, ad esempio, a Mediaworld».

Ostacoli? Gli affitti. Anche Euronics è impattata su questo ostacolo tipicamente bolzanino: «Non era possibile andare avanti con queste cifre - conferma Cuccaroni - perché la crisi ha fatto scendere ovunque i fatturati ma solo qui, in Alto Adige, abbiamo riscontrato questa rigidità nei canoni. Nelle nostre altre location al nord, da Milano al Veneto, abbiamo potuto trattare, incassi alla mano. In Corso Libertà no».

Anche Luciano Giovanelli, a capo della struttura bolzanina, sganciatosi da poco tempo, ammette che la situazione era insostenibile: «Con il fatturato sceso a 4, 5 milioni all'anno i canoni bolzanini lasciano poco spazio alla poesia».

E basta fare due calcoli per capire che 400mila euro di spazio non ne lasciano punto. La situazione è stata poi resa complicata dalle frizioni scaturite tra Euronics e i proprietari, Tosolini in testa, sia a proposito della cifra dell'affitto che per quanto riguarda i contratti di compravendita e/o cessione di ramo d'azienda alla base del rapporto. Frizioni che potrebbero avere conseguenze giudiziarie e che, in ogni caso, non permettono di chiarire gli scenari prima della loro risoluzione.

Ma è certo che contatti con Unieuro e Expert sarebbero stati avviati anche se sulla loro natura c'è ora il massimo riserbo.

E pure un punto vendita di materiale elettronico nella città nuova sarebbe in futuro ancora strategicamente compatibile con le richieste della clientela che, da febbraio, si troverebbe costretta a fare acquisti soltanto in zona industriale. Dunque, sarà chiuso da parte di Euronics il rapporto con gli attuali dipendenti e spetterà poi, nel caso, ad una possibile cordata bolzanina avviare trattative sul campo.

Ma non sarà semplice. E soprattutto non sarà a breve. Resta un mese. «Lo impiegheremo per attuare una campagna di offerte a prezzi scontatissimi», conferma Cuccaroni. L'iniziativa non si chiama "saldi" ma "svuotanegozio". Nel senso che al 30 gennaio i locali saranno liberi e vuoti.

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