PHOTO
BOLZANO. «Manca ancora la comunicazione ufficiale da parte dell’azienda ma i consulenti del gruppo Galimberti di Milano ci hanno comunicato la decisone di chiudere il punto vendita Euronics di Corso Libertà»: Gianfranco Brotto, sindacalista della Cisl che sta seguendo, passo per passo, l’evolversi della situazione ha convocato per oggi pomeriggio l’assemblea dei lavoratori, nel corso della quale sarà fatto il punto della situazione. E sarà presa in esame la posizione di ognuno dei 10-12 dipendenti ancora a libro paga.
In linea teorica la mobilità potrebbe scattare dal primo marzo, al termine di una svendita di ciò che è rimasto nell’unico punto vendita bolzanino. «Negli ultimi giorni - prosegue Brotto - i lavoratori hanno proseguito, a turno, con la pulizia e la sistemazione dei locali che devono essere riconsegnati in buono stato».
In base alle prime informazioni trapelate da Milano l’azienda avrebbe deciso di gettare la spugna a Bolzano anche a seguito dei danni (rilevanti) riportati dal negozio nell’incendio dello scorso 27 dicembre. A riguardo le verifiche fatte dai pompieri del corpo permanente avevano comunque escluso il dolo. «Il negozio aveva registrato nell’ultimo periodo anche una lieve ripresa, anche in termini di fatturato, ma l’incendio di dicembre ha ovviamente contribuito a peggiorare la situazione generale. Nella valutazione complessiva, da parte del gruppo Galimberti, ha inciso anche l’affitto, ritenuto elevato».
La durata della mobilità non sarà uguale per tutti i lavoratori e oscillerà da 12 a 24 mesi a seconda dell’età dei dipendenti. «In un paio di casi - prosegue il sindacalista della Cisl Gianfranco Brotto - dovrebbero esserci le condizioni per arrivare alla pensione grazie alla mobilità. E se a qualcuno dovesse mancare ancora qualche mese cercheremo di trovargli una sistemazione altrove, anche a Verona». Per tutti gli altri l’ipotesi ricollocamento, almeno allo stato attuale delle cose, appare piuttosto remota. «Stiamo vagliando tutte le ipotesi possibili - precisa Brotto - ma non credo saranno molti a considerare l’ipotesi di un trasferimento definitivo fuori provincia (in Trentino) o addirittura fuori regione».
Non è da escludere, invece, che a febbraio venga presa in seria considerazione l’ipotesi di una maxi-svendita della merce, prima della chiusura vera e propria. «Trasportarla altrove - conclude Brotto - potrebbe avere costi più elevati. Attendiamo, in ogni caso, una comunicazione ufficiale, con tutti i dettagli, per i prossimi giorni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA


