BOLZANO. Affitti improponibili, calo del fatturato e tensioni tra le parti. Euronics saluta Bolzano e Brunico e fa sapere ai sindacati che il 31 gennaio consegnerà le chiavi dei tre negozi di Corso Libertà (aperto nel 2003, paga 500 mila euro di affitto l'anno), via Galvani (aperto nel 2008 al "Centrum", ha tuttora in corso una battaglia legale con Tosolini per l'affitto) e Brunico. Sconcertati Remigio Servadio (Uil) e Maurizio Surian che ieri hanno preso parte a quello che avrebbe dovuto essere un incontro chiarificatore, che si è risolto in un nulla di fatto. «L'appuntamento era all'Ufficio del lavoro. C'erano tutte le sigle sindacali, i rappresentanti legali di Euronics ma non si è presentato Matteucci. Euronics ci ha fatto comunque sapere che il 31 gennaio consegnerà le chiavi dei tre negozi ed adesso aspettiamo che l'assessorato convochi un ulteriore incontro. Certo che in questo eterno tira e molla ci sono diciassette dipendenti che non sanno come muoversi ed il fatto che Matteucci non si sia presentato non ci aiuta certo a sistemare le cose». I dipendenti non lottano più per mantenere il posto che hanno visto sfumare, ma vorrebbero poter giovare degli ammortizzatori sociali e delle tutele previste per i lavoratori delle attività che chiudono e lasciano a casa il personale. Che al momento sono in grave pericolo, perché la situazione, specialmente quella burocratica, resta alquanto ingarbugliata. Ma perchè la presenza di Matteucci sarebbe stata decisiva? «Perchè nell'ultimo contratto firmato con Galimberti (Euronics), Matteucci aveva fatto inserire una clausola in base alla quale i dipendenti non possono essere licenziati a meno che il colosso dell'elettronica non paghi una pesante penale. E ieri speravamo di trovare un accordo per togliere il vincolo che a tutt'oggi non permette - di fatto - ai dipendenti di accedere alla mobilità. Possiamo comunque comunicare come l'azienda dopo le nostre ripetute pressioni abbia accettato di pagare il Tfr. Abbiamo anche chiesto di pagare di più i dipendenti per indurli a restare sotto Natale. Vedremo». La sintesi è anche che le grosse catene continuano a salutare Bolzano.