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BOLZANO. Si apre uno spiraglio per i 17 dipendenti dei tre punti vendita Euronics di corso Libertà, via Galvani e Brunico: negozi per i quali l’imprenditore brianzolo Galimberti (titolare del marchio) ha annunciato di voler consegnare le chiavi a Matteucci il 31 gennaio 2015. I sindacati hanno chiesto e ottenuto un incontro per il 19 novembre con i rappresentati del gruppo Euronics e quelli del gruppo bolzanino Matteucci. «Il nostro obiettivo - dicono Maurizio Surian (Cgil) e Remigio Servadio (Uil) - è ottenere gli ammortizzatori sociali, in particolare con l’accesso alla mobilità nazionale ci sono dipendenti che alla scadenza del periodo potranno andare in pensione».
L’incontro a tre servirà dunque a fare chiarezza tra le parti: «In un primo tempo - spiega Surian - sembrava che su questo aspetto ci fosse una chiusura totale da parte di Galimberti, per evitare - in caso di licenziamento dei dipendenti, procedura inevitabile per accedere agli ammortizzatori - di vedersi applicare le clausole previste dal contratto con Matteucci. Ma l’imprenditore bolzanino sembrerebbe disposto a venire incontro alle istanze dei lavoratori. Puntiamo a trovare un accordo tra le parti, per dare ai diciassette lavoratori di Euronics la possibilità di avere almeno una sorta di “paracadute” sociale».
In questa intricata vicenda si inserisce anche il contenzioso avviato dall’imprenditore Pietro Tosolini: si tratta di un procedimento d’urgenza - l’udienza si è tenuta due giorni fa - per il rilascio anticipato di un ramo d’azienda, ovvero del negozio Euronics che si trova al Centrum di via Galvani. «Non ci pagano l’affitto da mesi - spiega Tosolini -: vogliamo semplicemente quello che ci spetta». Pare che tra le giustificazioni addotte da Galimberti ci sia anche il fatto che il Centrum non è mai diventato il centro commerciale previsto da Tosolini: nel grande complesso ci sono solo quattro negozi. Di qui la difficoltà ad attirare clienti e quindi a fare affari. I progetti del costruttore bolzanino sono rimasti sulla carta, perché sulla base del piano di rischio aeroportuale il Comune ha negato l’ampliamento delle licenze commerciali. Il contenzioso è al Tar.
Il caro affitti dei negozi di corso Libertà (500 mila euro l’anno) e via Galvani, entrambi di Tosolini, sarebbe una delle motivazioni forti che avrebbero indotto il gruppo Galimberti a dare l’addio a Bolzano, ma Tosolini non ci sta a passare per capro espiatorio: «Quello dell’affitto è un alibi. Sono mesi che il gruppo ha annunciato la disdetta entro fino anno dei contratti stipuli a suo tempo con Matteucci ».
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