BOLZANO. Le grosse catene ci salutano. A settembre se n’è andata l’ Upim (pagava 750 mila euro d’affitto l’anno), a fine dicembre se ne andrà Coin (paga 420 mila euro l’anno) e adesso tocca ad Euronics decidere che fare. Succede perchè nei momenti di crisi risulta più che difficile anche ad un colosso dell’elettronica pagare 500 mila euro d’affitto l’anno (così costerebbe solo il negozio di Corso Libertà). I 17 dipendenti sono legittimamente più che preoccupati per il posto di lavoro e lo sono ancora di più perchè da settimane non sanno di che morte morire: «Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione. E con i “si dice” non si va lontano e si dorme male. E così oggi scioperiamo».

Anche per questo, stamattina a partire dalle 9 Cgil, Cisl e Uil organizzano uno sciopero-presidio davanti al negozio di Corso Libertà. I sindacati denunciano una situazione al limite: «Sappiamo solo che è prevista la chiusura di uno dei due punti vendita di Euronics a Bolzano». Sperano che sia uno solo e che non se ne vada anche il punto vendita del Centrum che dovrebbe invece traslocare al piano terra. Resta da capire perchè cancellare Corso Libertà e non il negozio in Zona. Sembra che sia una questione di metri quadrati e di affitti da pagare sempre a Tosolini. E resta ancora da capure quale sarà il futuro dell’Euronics di Brunico. Sono mesi che continuano a rincorrersi voci. Voci reali ma anche infondate che dipingono scenari di vario tipo. Alcuni possibili, altri irreali. I punti cardine della questione sono tre. Primo punto: il nuovo assetto societario del colosso dell'elettronica che nel 2013 è passato nella mani dell'imprenditore brianzolo Paolo Galimberti. Secondo punto: la data del 31 gennaio 2015 che vede scadere il contratto tra l'Elettron Spa (Matteucci) ed Euronics. Terzo punto: gli affitti che Euronics considera troppo alti, versati ogni mese a Tosolini, per i due negozi di Corso Libertà e di via Galvani.

Galimberti l'anno scorso ha acquistato l'intero pacchetto azionario di "Derta spa". «L'acquisizione di Derta aveva detto a suo tempo Paolo Galimberti - amministratore delegato del gruppo e regista dell'operazione - è stata pensata per unire tra loro aziende complementari, senza sovrapposizioni territoriali, per generare economie di scala, sinergie e competenze sia nell'ambito aziendale sia all'interno dello stesso gruppo Euronics». Un'operazione importante che ha portato il nuovo proprietario a gestire in sei regioni d'Italia 34 punti vendita (con dimensioni da 1.300 a 2.300 metri quadri ciascuno). E così è successo che alla Lombardia, all'Emilia Romagna ed alla Sardegna a fine 2013 si sono aggiunte nel pacchetto di Galimberti anche Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A inizio 2015 scade poi il contratto tra Elettron Spa ed Euronics e vedremo cosa succederà. Se Matteucci sarà ancora interessato, se Galimberti vorrà rilanciare o se ne vorrà andare. Per tutti questi motivi il futuro per i dipendenti resta di totale incertezza. «Occorre chiarezza e rispetto per i lavoratori - dicono i sindacati - e che gli attori di questa operazione facciano chiarezza e dicano una volta per tutte come hanno intenzione di muoversi». Invece che litigare sugli affitti.

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